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Saturday, November 22, 2003 - ore 16:58
The good old things
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le cose buone del Festival di Torino:
1) L'incontro con alcuni grandi del cinema: David Cronenberg, Aleksandr Sokurov, William Friedkin, messi in ordine d'importanza e di brividi che suscitano al sentirli parlare.
2) I film coreani: "Save the green planet", "The coast guard" e il video diario di Gina Kim, più il film di Bong "Memories of murder", che si sarebbe ampiamente meritato di vincere la competizione al posto di quella ciofecazza francese.
3) L'atmosfera distesa che si respirava dentro al superLingotto, l'enorme centro commerciale/multiplex/balena bianca dentro al quale si svolgeva l'alfa e l'omega di ciò che riguardava il Festival. La compresenza fisica permetteva chiacchiere con cineasti, cinefili, addetti ai lavori di ogni tipo, mentre la snella sala stampa ti permetteva di vedere il tuo idolo della penna nel momento in cui dava alla sua luce il suo ultimo parto inchiostresco.
4) Quei filmettini piccoli piccoli (o anche grandi, ma considerati piccoli piccoli) che di solito, dopo un festival come questo, non acquistano un briciolo di visibilità, ma almeno si son fatti vedere qui: come l'italiano "Cinghiali di Portici" o l'americano "All the real girls".
5) Shu Qi in "So close", che vale da sola il biglietto di qualsiasi cinema, i chilometri del treno, le notti insonni, la mancanza di pasti decenti e la frenesia di un Festival anche se il film è una mezza schifezza.
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