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martedì 27 dicembre 2005 - ore 11:50
Cronache di Narnia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quattro bambini londinesi, durante la seconda guerra mondiale, sono mandati in una casa di campagna per la loro sicurezza; qui trovano un armadio magico attraverso il quale è possibile raggiungere la terra di Narnia, che soffre sotto il dominio di una perfida strega. I quattro dovranno liberare Narnia con l’aiuto di Aslan, il re leone.Quello che non dicono nella trama è che le porte del Cinecity sono simili all’armadio magico del film. Appena varcate, infatti, incontri solo persone che conosci. Addirittura il ristorante ha lo stesso nome del tuo pub preferito, e trovi facce la cui somiglianza con quelle dell’altro posto è imbarazzante. Dicono anche le stesse frasi, e ad un tuo appunto ti promettono di fornire il locale di boccali da litro, perché una Paulaner da 40 con la pizza è davvero troppo poca. Arrivano anche strani messaggi.
Poi raggiungi la sala. Coda, ressa davanti all’ingresso, porte chiuse, dieci minuti dopo l’orario previsto per la tua entrata. Entri e scopri che il tuo posto Q28 è vittima di overbooking, come tutta l’ultima fila: tre gruppi di persone hanno gli stessi biglietti. Arrivano le maschere e sei pronto alla
iulènza, ma una di loro è Guido il batterista, ergo soprassiedi. Ti siedi in una fila libera con i compagni d’avventura e guardi il film, sala digitale, niente pellicola, audio straordinario, comodità eccezionale, ma dettagli con chiari segni di pixel scalettati, probabilmente il proiettore DLP del cinema è stato comprato al LIDL. Le battute del film sono prevedibili, anche se non hai letto il libro. Una tua vicina di posto, inoltre, è l’unica persona al mondo a non avere visto Kill Bill, e finge indifferenza e risate di circostanza alle tue battute su osceni paragoni tra i due film, per poi confessare la grave mancanza solo fuori dal cinema.
Ok, il film è finito,
la guerra è finita, carino, esci dal cinema. Un po’di strada, e alla fine tappa finale al tuo pub preferito. E ti accorgi che era tutto un sogno: l’oste è lì, a spinare birre, attento ai
cavalli, anche se hai biglietto e scontrino in tasca. Un bel sogno, una bella serata.
AMSTERDAM: MENO 2 GIORNIEVEN FLOW - PEARL JAM
Freezin’, rests his head on a pillow made of concrete,again
Oh, feelin’ maybe he’ll see a little better set a days, ooh yeah
Oh, hand out, faces that he sees time again ain’t that familiar, ooh yeah
Oh, dark grin, he can’t help, when he’s happy looks insane, oh yeah
Even flow, thoughts arrive like butterflies
Oh, he don’t know, so he chases them away, yeah...ooh...
Oh, someday yet, he’ll begin his life again...life again...life again...
Kneelin’, looking through the paper though he doesn’t know to read, ooh yeah
Oh, prayin’, now to something that has never showed him anything
Oh, feelin’, understands the weather of the winters on it’s way
Oh, ceilings, few and far between all the legal halls of shame, yeah...
Even flow, thoughts arrive like butterflies
Oh, he don’t know, so he chases them away, yeah...
Someday yet, he’ll begin his life again
Oh, whispering hands, gently lead,
lead him away...him away, him away...
Yeah! woo...ah yeah...fuck it up...
Even flow, thoughts arrive like butterflies
Oh, he don’t know, so he chases them away...
Ooh, someday yet, he’ll begin his life again, yeah
Oh, whispering hands, gently lead,
lead him away...him away...him away...
Yeah! woo...uh huh...yeah, yeah, mommy, mommy...
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