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Wednesday, December 28, 2005 - ore 18:00
(categoria: " Riflessioni ")
buongiorno mondo!
questa mattina alle 9 ero già in centro
nei periodi lavorativi non sono praticamente mai a casa perciò non ho potuto negare una passeggiatina al papà... peccato che in certi momenti ho temuto mi si staccassero le orecchie dal freddo!!
stasera niente pollini... speravo di andarci con la mia vicina di casa che fa il conservatorio ma in questi giorni non c’è.
agli altri amici non provo neanche a chiedere, posso immaginare quale sarebbe la risposta a una proposta simile!
per quanto riguarda la lettura, oggi ho preso der zauberberg di Thomas Mann (ops! intendevo la montagna incantata). ho appena finito di leggere i buddenbrook: mi sono molto piaciuti (a onor del vero quel libro l’ho divorato in una settimana) ma mi hanno lasciata un pò perplessa.
il primo libro di mann che ho letto è stato la morte e venezia, e ora della fine dello scorso anno scolastico lo avevo praticamente imparato a memoria perchè, come qualcuno ricorderà, la simpatica prof di tedesco ebbe la bella idea di appioppare a me e ad altri due compagni la preparazione e la messa in atto di un intrattenimento di due ore su questo tema per i ragazzi tedeschi venuti nella nostra scuola per lo scambio culturale. vabbè.
a parte questi cari ricordi

, la morte a venezia mi era davvero piaciuta tantissimo, e mi è piaciuta soprattutto dopo essermi documentata bene sull’argomento e aver scoperto ciò che nel libro era espresso in modo non proprio palese e con la semplice lettura del libro è impossibile capire e notare ...
insomma, oltre alla piacevolezza (!) della lettura, mi aveva colpito molto il messaggio contenuto nelle sue pagine. in soldoni, mi riferisco al fatto che il famoso scrittore protagonista del libro, che conduce una vita estremamente rigida e sobria (mondo apollineo), abbandonatosi ai sentimenti e alla "passione" (dionisiaco) muore. traduzione del simpatico messaggio di thomas mann: se non tieni rigidamente a freno il lato apollineo della vita, questo prenderà il sopravvento e ti rovinerà.
visto che questo post lo sto scrivendo in primo luogo per me stessa, scrivo il passo del libro che mi era piaciuto di più:
"nulla è più strano, nulla è più scabroso, del rapporto fra persone che si conoscono solo con gli occhi, che ogni giorno e ogni ora si incontrano, si osservano, e tuttavia son costrette, o per costume o per capriccio personale, a mantenere la finzione di una estraneità indifferente , non scambiando né parola né saluto. V’è fra loro inquietudine e curiosità esasperata, l’isterismo di un bisogno insoddisfatto di conoscenza e di commercio, e soprattutto, una specie di teso riguardo. Giacchè l’uomo ama e onora l’uomo finchè non gli è dato giudicarlo, e il desiderio struggente è il frutto di una conoscenza imperfetta.”
Bene, nonostante la fine dei Buddenbrook sia causata proprio da un distaccamento della famiglia dai valori saldamente apollinei e un avvicinarsi a quelli dionisiaci, leggendo il romanzo non mi è mai venuto in mente, nemmeno una volta!, la morte a Venezia.
Invece, dopo poche pagine della montagna incantata mi è subito balzato alla mente il racconto di cui sopra, e con questo tutte le riflessioni che ora sto scrivendo (e mi sto divertendo un sacco, tra scrivere questo post e ascoltare il cd di grazian!).
Vi ricordo che i buddenbrook sono il primo romanzo di mann, pubblicato a 26 anni.
Dunque, se la montagna incantata è il giusto mix tra i contenuti della morte a Venezia, e la saggia capacità narrativa dimostrata nei budd., la montagna incantata dovrebbe essere un libro fantasmagorico!!! Ergo, perché non lo conosce praticamente nessuno, mentre altri romanzi sono molto più famosi??
Bene, se siete arrivati fin qui vi siete meritati un premio per essere riusciti a seguire il filo dei miei pensieri senza impazzire!
Detta tutta questa pappardella su thomas mann, volevo fare una piccola riflessione. A me piace da matti “leggere”, ma durante l’anno devo contenermi altrimenti la lettura, da passatempo utile alla mente diventerebbe assolutamente controproducente (tant’è che non porto quasi mai romanzi nella casa lombarda).
Per questo, quando ho periodi da dedicare al relax, se non ho la possibilità di fare qualche simpatica trasferta, leggo.
Il mio problema è: più leggo, più mi vengono in mente libri che devo assolutamente leggere! Esempio: ho appena finito di leggere i buddenbrook, ho proprio voglia di leggere la montagna incantata per concludere il capitolo mann, ma nello stesso tempo di recente mi sono messa in testa che devo leggere madame bovary (perché sono proprio ignorante in letteratura francese, confesso!).
Poi c’è un altro libro che mi tormenta: “ricordi del sottosuolo” di dostoevskij. È un libricino molto molto sottile,con la copertina bianca, apparentemente innocuo ma: non riesco a finirlo! O meglio, non riesco a riprenderlo da dove l’avevo lasciato ormai qualche mese fa. Sono più che sicura che sia un libro fenomenale, ma non so per quale motivo mi intimorisce. Vi metto un passo che ho trovato nelle poche pagine che ho letto fin qui, e secondo me è a dir poco geniale!
“in primo luogo sono colpevole perché sono più intelligente di tutti quelli che mi stanno intorno.
(io mi sono sempre considerato più intelligente di tutti quelli che mi circondano, certe volte, mi crediate o no, me ne sono perfino vergognato. Almeno questo è certo: che in tutta la mia vita ho sempre guardato la gente di traverso e non sono mai stato capace di guardarla direttamente negli occhi.)”
sono più che convinta che questo scrittore deve essere un genio! =)
bene, per ora ho finito, se mi viene in mente qualche altra cosa al riguardo non mancherò di aggiungerla al post!
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