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Monday, January 02, 2006 - ore 12:53 PHIL COLLINS "FACE VALUE ![]() Con questo album, il primo del suo cantautorato, il "poliedrico" Phil Collins, intraprende una fortunata carriera solistica, parallela a quella dei Genesis senza generare conflitti dinteresse. Colse un clamoroso successo con il singolo “In The Air Tonight”, il pezzo che apre l’album, introducendo la famosa “drum machine” ovvero, la famosa batteria elettronica della “Roland” che diventò il suo marchio di fabbrica che caratterizzò molti dei suoi lavori e dei Genesis. Le inconfondibili percussioni dell’intro di “In The Air Tonight”, sono prodotte proprio da questo marchingegno elettronico, ma precisamente a 3 minuti e 40 dallinizio, una potentissima rullata di tom ristabilisce Phil dietro la sua fidata batteria acustica passando di sorpresa da un’atmosfera calda e morbida ad un "sincopato" pesantissimo da mozzare il fiato… Notevole… Qualche tempo dopo, ne uscì una versione con una batteria dance sovraincisa sulloriginale che rovinò completamente il pezzo. Segue un’altra delle mie perle preferite,“This Must Be Love”, anche qui atmosfera dolce e morbida, tipica delle sue canzoni damore più dolci. Cambio totale di registro per la traccia n° 3 “Behind The Lines” scritta assieme agli altri due compagni rimasti dei Genesis, Banks e Rutherford. Un Funky Rock jazzato con tecnicismi di Phil alla batteria e sezioni fiati in grande evidenza. Solo pianoforte, banjo, slideguitar e voce per la traccia n° 4 “The Roof Is Leaking”. Atmosfera etnica e tribale per la traccia strumentale n° 5. Strumentale anche la traccia n° 6 “Hand In Hand” dove all’intro di “drum machine”, segue lo sfogo di Phil alla batteria con tecnicismi di alta scuola. Il pezzo veniva usato ai concerti dal vivo per i suoi assoli. Segue la celeberrima “I Missed Again” che con sezione fiati in quantità è spesso presente nei “best”. Pianoforte, orchestra e voce per la tristissima “You Know What I Mean”. Leggermente “genesisiana” la traccia 9 “Thunder And Lightning”, ma attenzione, non i Genesis di Peter Gabriel ma quelli sotto la giurisdizione di Phil Collins. La traccia 10 è una leggera canzoncina della durata di 2 minuti e mezzo, con il ritmo di “Hello Goodbye” dei Beatles cantata con dei bei coretti in sottofondo prodotti da Phil. If Leaving Me Is Easy, traccia 11, un pezzo lentissimo che prepara il terreno per quello che si andrà a sentire subito dopo. La traccia n° 12 è quella che chiude l’album,e… udite!!! udite!!! Phil Collins si cimenta in una cover dei Beatles, e che cover!!! “Tomorrow Never Knows”,lo straordinario pezzo che chiude l’album “Revolver” dei miei beniamini. Sono sempre stato assai severo nel criticare gli artisti famosi che eseguono cover dei Beatles, se poi la cover si intitola “Tomorrow Never Knows” la mia severità si centuplica. Non in questo caso. Ritengo che Phil la esegua con grande dignità e rispetto catturando sapientemente l’atmosfera ipnotica del pezzo originale, con un occhio di riguardo per la parte della batteria psichedelica che fu opera di Ringo. Bel disco, grande esordio di Phil. Curiosamente, in un intervista, dichiarò che il suo successo lo deve a Peter Gabriel, che se non avesse lasciato i Genesis, difficilmente si sarebbe messo a cantare. Tuttavia, Gabriel o non Gabriel, Phil Collins resta uno dei più grandi cantanti compositori della musica pop, e da qui ogni suo album e sistematicamente un trionfo personale. Tuttavia uno dei suoi album , “Hello I Must Be Going”, è presente nella mia discografia ma non nelle mie grazie perché non lo ritengo allaltezza di tutti gli altri. (Degustibus..) Concludendo, quando anni fa facevo pianobar, nel repertorio, le canzoni di Phil Collins erano presenti in gran quantità per il fatto che venivano continuamente richieste e apprezzate soprattutto dal pubblico femminile… Una sua grande canzone resterà sempre e comunque “Against All Odds”. LEGGI I COMMENTI (7) PERMALINK |
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