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Monday, November 24, 2003 - ore 19:23


Lillehammer 1994
(categoria: " Sport ")


Nel paese montagnolo da cui provengo, davanti a casa mia, dall'altra parte del Piave, ci sta la casa di Maurilio De Zolt...e in centro al paese, o quasi, ci sta la casa della moglie di Silvio Fauner.
La grande maggioranza degli italiani calciofili (che in sè non è una cosa brutta...intendiamoci...) non si ricordano di questi nomi, che i9nsieme a quello di Giorgio Vanzetta e di Marco Albarello vennero gridati in lungo e in largo su per le nostre valli per molti mesi, nel 1994.
In classe assieme a me ci stava la figlia di Maurilio, anche lei fondista, che aveva reso la nostra piccola aula una specie di Maracanà dello sci nordico.
Era febbraio...o gennaio..., ed eran le Olimpiadi di Manuela Di Centa, che vinse tutto quel che poteva vincere...due ori, due argenti e un bronzo...
La squadra maschile era meno forte...si puntava sulla staffetta.
Due anni prima, alle Olimpiadi di Albertville, la Norvegia aveva vinto di un niente...Fauner si era fatto fregare allo sprint per un decimo di secondo...uno sputo.
Adesso la Norvegia giocava in casa...immaginatevi una finale di Coppa del Mondo di calcio col Brasile giocata al Maracanà...ecco!
Circa quarantamila norvegesi nello stadio del fondo...altrettanti lungo il percorso.
A tifare per gli azzurri (che, per inciso, dalle nostre parti sono gli alcoolisti anonimi...) c'era il parroco del paese accanto al mio e Bruno, padrone della Baita, bar fuori paese, con una grancassa dei tempi di Checco Beppe...facevan quasi più casino loro che gli altri ottantamila...e sicuramente avevan bevuto di più.
In prima frazione, contro tutte le aspettative, Sandro Vanoi, ct italiano, schiera Maurilio De Zolt.
Maurilio, al momento di entrare in pista, ha quarantaquattro anni meno pochi giorni.
E' alto poco più di un bambino delle medie e magro come un chiodo.
Conosce un solo tipo di integratore vitaminico: il merlot.
Leggenda vuole cheil parroco a metà frazione gliene abbia passato un bicchiere colmo.
Vanoi spera che Maurilio non perda dai primi più di un minuto e mezzo, per poi lanciare la rimonta.
Il Grillo De Zolt riesce a contenere il distacco in trenta secondi circa...all'arrivo ha la barba incrostata di ghiaccio, sembra un alpino di Russia...
Nella nostra auletta, alle medie, scoppia la gioia.
Quando parte il dsecondo frazionista, Girogio Vanzetta, trentacinque anni, la bolgia è già indescrivibile.
Il professor De Rigo, insegnante di educazione fisica, ha cambiato con la sola forza dei suoi nervi i lineamenti del suo volto.
Il preside stringe la figlia di Maurilio forte tra le braccia...e questa per liberarsi per poco non mira col gomito ai testicoli...
Vanzetta gestisce la gara e mantiene lo svantaggio stabile, ma passa in seconda posizione, dietro ai norvegesi.
Tocca ad Albarello, un finanziere, oggi ct della nazionale.
E' un'epopea la sua.
Rimonta la Norvegia e passa in testa, anche se di poco.
Cade, perde dieci secondi, si rialza e passa davanti ancora, anche se solo di un secondo...nel fondo, un niente.
Ultimo cambio.Tocca a Silvio Fauner.
In casa avevo una sola bandiera tricolore, presa nel novanta per i mondiali, con la scritta "forza italia"...manca poco tempo alle elezioni che vedranno Berlusconi vincere...ho scritto sotto alla scritta della bandiera "forza silvio! (FAUNER!!!!)"
Fauner parte assieme al norvegese.
Restano appaiati fino alla fine, al rettilineo finale che l'anno prima era costato l'oro agli azzurri.
Si guardano.
Silvio lascia che sia l'altro a partire. Il rombo dello stadio arriva anche a noi tramite la tv...è impressionante.
Il re di Norvegia salta come un matto, mentre Bruno agita la mazza della grancassa con fare minaccioso.
A cento metri dalla fine sono appaiati.
A cinquanta metri...non si capisce bene, le riprese fan cagare...e poi il mio professore diu tecnica, centodieci chili distribuiti su due metri d'uomo mi si para davanti a scatti e son costretta a tenerlo giu a pugni.
A venti metri è chiaramente in testa, di venti centimetri, la Norvegia.
Succede allora che Fauner, con un saltello improvviso, stacca gli sci da terra.
Quando torna giu...è davanti.
Il norvegese tenta in spaccata il contromiracolo, ma non c'è niente da fare.
L'Italia ha vinto la 4x10km maschile olimpica, la regina delle gare a squadre dei giochi olimpici invernali.
Il boato che scatta nella nostra classe e in tutte le strade della valle è incredibile.
Della Val Comelico non gliene frega niente a nessuno,gente chiusa come la loro valle.
E questa è la rivincita. E tutti quelli che si buttan per strada lo fanno consapevoli che due su quattro dei vincitori vengon da lassù...e gli altri due ormai si allenano stabili a Sappada...non son foresti...e allora dai canaje, festa!
Che è vero che tutti se ne fregano, e che se ci son soldi in più van di sicuro a Cortina e non certo qua, ma almeno per un giorno siam noi i leoni, siam noi intervistati su Rai e Mediaset, siam noi che riempiamo di urla gli articoli dei giornali il giorno dopo...e non importa se i telecronisti manco sanno pronunciare i nomi dei paesi quassù
E non importa se poi, finito tutto, il ricordo svanisce e il padrone calcio cancella Il Grillo e gli altri dalla memoria.
E' stato bello lo stesso. Per un giorno...per qualche mese, ma è stato bello.
Adesso non vincono quasi più, i fondisti italiani.
O meglio, non vincono abbastanza da essere presi in considerazione per una diretta tv.
Non vincono abbastanza per sostituire nel palinsesto..che so...le amichevoli Juve1-Juve2.
Andrebbe bene lo stesso, se arrivassero soldi comunque, indipendentemente dagli ascolti.
Non è così.
Stiamo ancora aspettando un nuovo Grillo, un nuovo Fauner...
...speriamo che arrivino.


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