
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, January 04, 2006 - ore 13:11
dottorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho la gola in condizioni terribili e le previsioni sono inquietanti: diciamo che non credo di cavarmela in meno di una settimana – e io odio stare male. Non deglutisco correttamente da 4 giorni. Tosse, e da stamattina anche raffreddore.
Pessima, Silvia, sei davvero pessima. Inoltre provo un acuto dolore, che quasi quotidianamente mi colpisce sull’alto costato come una matita con la punta appena temperata. Fortissimo. Su consiglio del mio amore che ne sa a pacchi di queste cose vado dal dottore.
Ha la faccia da papà buono, con la barba bianca e gli occhi azzurri e i denti piccoli. Tipo Babbo Natale in borghese, che fa il medico di base quando non consegna regali, ma magro. Non gli resisto, confesso come una bambina che ha rubato le caramelle, giustificandomi scioccamente:
si, dottore, fumo, ma poco, non sono un’accanita. Tipo: le ho rubate le caramelle, ma poche, ce n’erano ancora nel sacchetto, non le ho finite tutte.
E lui: poco o tanto lei fuma, non fa differenza.
Allora le paranoie,
l’omelia, poi le parole dolci, il sorriso affascinante, quello sguardo affettuoso da “ti conosco da quando sei nata ero in classe con tua zia e in squadra con tuo zio e conosco benissimo tua mamma e tua nonna”. Un bell’uomo, tra l’altro, il mio dottore. E soprattutto non ha l’
infermiera segretaria, mi sono sempre immaginata i dottori che fanno le corna alla moglie con l’infermiera, e sapete com’è, la cosa mi altera alquanto.
Tornando a noi, il dottore, dall’alto della sua infinita bontà (volendo ha anche un po’ di figliuol prodigo o anche Redentore devo decidermi), dopo la mia confessione, mi spiega i danni del fumo e tric e trac. Discorso trito e ritrito, ma lo lascio continuare, è contento di dire la sua. Prima di me era entrata una coppia sposata da 60 anni, non credo che i due uomini abbiano mai aperto bocca.
Botta e risposta per qualche minuto, poi mi spiega che la maturità è un conflitto fra interno ed esterno, un compromesso tra bene e male, tra intimo e sociale.
Quindi io, adesso, partendo dal presupposto dei dolori, della tosse, dei chili presi sotto le feste, devo decidere se smettere di fumare o fare una sana dieta per tornare in forma. Le due cose si escludono vicendevolmente.
Se smetto di fumare mi devo iscrivere in palestra [cosa che mi terrorizza a morte], o come li spiego a casa i chili di cioccolatini che spariscono senza motivazioni plausibili? Potrei inventare un buco nero nella dispensa, o una porta interstellare nel frigorifero, o un passaggio per Marte nell’armadio della mia camera. Ma poi ci sono i brufoli. E mia madre non è così tonta da credere che sia ancora colpa della pubertà.
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