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Tuesday, November 25, 2003 - ore 16:07
Davide e l’amore. Parte terza.
(categoria: " Amore & Eros ")
Non si può non cercare di amare.
Credo sia difficilmente controvertibile che ciascuno di noi, in un modo o in un altro, sia sospinto ad amare. Amare stavolta con la A maiuscola, perché se così non fosse la sola soluzione normalmente è il buon vecchio cavalcavia da cui buttarsi.
Quindi, assodato che ciascuno di noi ama, resta da capire quale sia la direzione del proprio amare.
Il primo oggetto, credo debba essere anche il soggetto dell’azione: cioè se stessi.
Anche se può apparire egoistico io sono convinto che se uno non vuole bene a se stesso non riuscirà mai a combinare niente di buono nella propria vita.
Certo le deformità sono all’ordine del giorno: narcisismo, vanità, ambizione, egocentrismo etc etc.. ma qui – per necessità di sintesi – direi di intenderlo come un Amore verso se stessi equilibrato.
Io resto perplesso se devo applicare queste considerazioni a me stesso. Perché come spesso succede tendo ad amare più l’idea di me stesso che il sottoscritto in realtà. E’ il vecchio discorso delle apparenze e della sostanza. E’ inutile cercare di nascondere, specie in un mondo arrivista come quello occidentale, che il nostro essere non è condizionato dalle aspettative che gli altri hanno su di noi, o peggio su quello che il mondo ci fa credere come assolutamente indispensabile (dal vestiario agli amici, dai luoghi di vacanza al tenore di vita e via discorrendo). Purtroppo noi siamo anche giudicati e questo ci fa paura.
E così risulta ancora più difficile fare un’analisi obiettiva su come noi ci vogliamo bene.
Ma facendo un piccolo sforzo e chiudendo di frequente tutti e due gli occhi ammettiamo di poterlo fare: riuscire a volerci bene con la giusta dose di autostima. Adesso il passo successivo.
Poiché in questo mondo non siamo soli, a volte si sente il bisogno di essere compresi ed accettati da parte di qualcun altro o da qualcos’altro esterno da noi (e viceversa naturalmente).
Qui le cose si complicano a dismisura. Se risulta difficile cercare di voler bene a noi stessi che più o meno ci conosciamo, figuriamoci quando si tratta di qualcuno che è diverso da noi. Attenzione non dico che sia impossibile, ma farlo in maniera disinteressata e profonda, beh permettetemi, questa è un’altra cosa. Tutta un’altra cosa….
Ma, se anche questo accettiamo che sia possibile realizzarlo, ne parlerei la prossima volta… adoro i trattati a puntate…
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