(questo BLOG è stato visitato 25274 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, January 06, 2006 - ore 21:02
PIM FORTUYN
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ora mi ricordo chi è! Era da 10 minuti che mi rimbalzava in mente sto nome ma non mi ricordavo chi era, dove l’avevo già sentito e sinceramente come si scrivesse... dopo vari tentativi e grazie a Google mi è tornato in mente...

TRATTO DALLA REPPUBLICA DEL 6 MAGGIO 2002
’AJA - Stava uscendo dagli studi di una radio a Hilversum, dove aveva appena registrato un’intervista quando un uomo, con un casco da baseball sul capo, gli ha sparato sei colpi di cui uno alla testa, uno al petto e uno alla nuca. Pim Fortuyn, leader della destra populista olandese, che puntava a diventare il prossimo premier del paese, è stato colpito mentre stava raggiungendo la sua automobile. L’attentatore è subito fuggito. Erano le sei del pomeriggio. Il corpo di Fortuyn è rimasto a lungo steso nel parcheggio. Poi è stato portato all’ospedale. Ma non c’era nulla da fare.
Per qualche ora si è sperato che le sue condizioni, già gravissime, potessero migliorare. Ma in serata è sopraggiunta la morte, come ha confermato questa sera il premier Wim Kok, dissipando così ogni dubbio. La polizia olandese ha prima fermato e poi arrestato l’uomo che avrebbe sparato a Pim Fortuyn. Si tratterebbe di un olandese di razza bianca. Il nome non è stato fornito.
Uno choc per l’Olanda, che si appresta ad andare alle elezioni, il 15 maggio. Tutti i partiti politici hanno interrotto la campagna elettorale e il premier uscente Wim Kok è rientrato immediatamente all’Aja. Si parla, addirittura, di rinviare la consultazione elettorale. Le prime reazioni dei sostenitori di Fortuyn mettono sotto accusa i media. Filip Dewinter, leader del Vlaams Blok, il partito dell’estrema destra fiamminga, ritiene che l’omicidio sia maturato in un clima di violenza generato dai media: "Lo hanno paragonato a Le Pen, a Hitler, a Mussolini, ma alla fine ad essere ucciso è stato lui", ha dichiarato Dewinter in un’intervista alla Cnn.
E all’Aja, diverse centinaia di giovani sono scesi in piazza per protestare. Ci sono stati anche scontri con la polizia. In un garage vicino al Parlamento è scoppiato un incendio. Alcune persone si sono messe in salvo appena in tempo. La polizia ha chiuso l’accesso al quartiere dove hanno sede le principali istituzioni politiche del Paese.
Ma è uno choc per tutta l’Europa, che dopo lo scrutinio francese di ieri, ha, in qualche modo, riassorbito il terremoto politico provocato dall’affermazione nel primo turno di Jean-Marie Le Pen. Netta e decisa è arrivata la condanna del presidente della Commissione Ue, Romano Prodi. "L’assassinio di Pim Fortuyn è assolutamente contro ogni principio base della vita europea", ha dichiarato Prodi, visibilmente sconvolto.
La lista guidata da Fortuyn, 53 anni, soprannominato anche l’"Haider di Rotterdam", ha ottenuto una consistente vittoria alle recenti amministrative nella metropoli olandese. E ora, stando agli ultimi sondaggi, avrebbe potuto conquistare circa 25 seggi (su 150) nel prossimo Parlamento dell’Aja, diventando così il terzo partito del paese dopo i laburisti del PvdA e i cristiano- democratici del Cda.
"Sarò primo ministro... o deputato di base", aveva affermato Fortuyn in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano economico Het Finacieele Dagblad. Fortuyn, che aveva fatto una campagna elettorale tutta centrata contro gli "eccessi" dell’immigrazione sotto lo slogan "l’Olanda è piena" (di immigrati n.d.r), non aveva escluso di partecipare a un governo di coalizione con altri partiti. Ma i laburisti avevano dichiarato che non avrebbero mai partecipato a una coalizione con lui. Liberali e cristiano-democratici non lo avevano invece escluso. Ma ora, dopo l’attentato di oggi, tutto diventa più incerto.
ROTTERDAM – La città di Pim Fortuyn è diventata un unico grande e impressionante santuario all’aperto. Arrivati alla stazione di primo mattino non abbiamo avuto bisogno di chiedere indicazioni o di consultare la mappa. Ci è bastato seguire la scia ininterrotta di persone che dal fioraio ci ha condotto alla villetta di Pim, come lo chiamano tutti qui. Davanti alla casa del leader scomparso ci aspetta uno spettacolo incredibile. Tutto il piazzale davanti alla villa, le cancellate, le transenne, ogni centimetro quadrato è letteralmente tappezzato di fiori, messaggi di cordoglio e bandiere. Dell’Olanda e del Feyenoord, la squadra di calcio di casa che proprio mercoledì sera ha conquistato, qui a Rotterdam, la Coppa Uefa. I tifosi gli han voluto far sapere che la loro squadra ce l’aveva fatta.
Non c’è limite alla fantasia dei visitatori: animali di peluches, bottiglie di vino rosso, candele, cravatte, disegni, croci, cuori gonfiabili. Uno striscione enorme: “You made us proud, because you were proud of us”. Di fronte alla casa, ormai a tre giorni dall’omicidio, continua a sciamare una folla attonita, quasi muta, per salutare l’ultimo “eroe”. Qualcuno ha scritto che l’Olanda sembra essersi risvegliata da un sogno ed è davvero l’impressione che si ha in quest’atmosfera quasi surreale. Non ci sono attivisti di partito, né naziskin rapati. Ci sono semplici cittadini olandesi, del paese più tollerante d’Europa, costretto oggi a riflettere sui suoi metodi. E anche molti stranieri: neri, asiatici, indiani; il registro dei visitatori, per esempio, ci è stato porto da una signora di colore. I nervi sono ancora molto scossi e qualcuno inveisce contro le telecamere di una tv locale: “E’ colpa vostra, è colpa dei media. Avete creato un demone e questo è il risulato”.
E in effetti a trovarsi qui, nella Mathesser Laan che porta diritto alla Cattedrale stracolma di gente che si sobbarca tre ore di fila per l’estremo saluto, si ha davvero l’impressione che le cose non possano corrispondere ai titoli dei giornali: “La risposta ce l’hai davanti agli occhi”, dice Edgard, studente di 25 anni con gli occhi arrossati e visibilmente turbato. “La risposta sono tutte queste persone. Pim diceva solo quello che tutti pensano. Sono venuto dal sud dell’Olanda, sentivo che dovevo esserci”.
“Il 50 per cento degli stranieri di questa città ha votato per lui”, spiega una gentile coppia di mezza età, sdegnata perché la figlia che vive a Roma gli ha raccontato che la stampa italiana ha descritto Pim come il Le Pen olandese: “Lui non era xenofobo, voleva solo chiudere le frontiere per un po’ in modo da far stare meglio tutti quelli che sono già qui”. “Ora diventerà un santo”, chiosa Edgard. E in attesa del voto politico di mercoledì, il paese piange il suo Pim, il primo martire e l’ultimo eroe dell’Olanda tollerante.
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK