
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, January 09, 2006 - ore 11:12
Favolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Riflettevo sulle favole, qualche giorno fa, con un vivace interlocutore telematico che chiameremo approssimativamente E. Tale E. non scrive favole, non scrive fiabe, ma le sa raccontare.
Stabiliamo un altro riferimento. Un misterioso romanziere moderno che chiameremo B. diceva che
nessun uomo è finito finché ha una buona storia da raccontare… il mio nuovo amico E. ha una bella storia in testa. Girare con una storia in testa deve essere bellissimo.
Anch’io ne ho una. Un giorno la scrivo.
Qualche tempo fa vado in biblioteca e incontro un mio amico che chiameremo semplicemente F.. Insomma, F. mi espone un dubbio angosciante al quale non riesce a trovare risposta, e si confida con me perché una che studia lettere deve avere risposte come questa, se no cosa ti mantengo gli studi a fare. Ma come può la mamma di
Harry Potter sfornare così tanti libri? Ma che fantasia ha? Ce ne vuole, è arrivata al 6 e sta progettando il seguente! Io non ce la farei mai… Certo F., perché tu non hai idea di quanti soldi prenda quella donna, di che castello si sia costruita e di che cassaforte paperoniana debba avere per contenere quel ben di Dio. Che neanche un calciatore si immagina, mettiamola così. Ed era partita raccontando una favola a suo figlio prima di dormire. E ha creato un impero.
Questo è il modo in cui ho spiegato la faccenda a F..
Allora la domanda me la sono fatta anch’io (come se non me la fossi mai posta prima), io che le storie per bambini le vorrei scrivere per davvero, io che le
favole le mangio a colazione da quando sono nata.
Fantasia soprattutto,
sogni desideri e immagini nella testa, ma anche e tanta voglia di esprimere, di scappare, di scrivere, di capire, di sfogare, di creare qualcosa di puro, in cui sono sempre i buoni che vincono, i bambini sono più bravi dei grandi, sono più buoni e più sinceri. E in cui i cattivi fanno la fine dei cattivi, non dei finti buoni. E guardare fuori dalla finestra e non vedere un cielo ma un teatro, non un campo ma un palcoscenico, non una montagna ma una scenografia pronta per una bella storia da raccontare. Non uccelli fiori perle chiavi steccati cappelli, ma protagonisti, eroi e principesse. Streghe fate
unicorni alati che fanno i nidi sulle nuvole, così quando piove non si bagnano.
Io credo che
Pennac ci ha fottuti un po’ tutti.
Come Hornby, come Calvino.
E pure Benni ci ha messo del suo.
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