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Tuesday, January 10, 2006 - ore 00:57
Un anno fa...CAROGNAWOMAN!
(categoria: " Accadde Domani ")
Me lo ricordo perfettamente quello che successe l’11 gennaio 2005. Ero partita per Castelfranco, come ogni martedì, per andare a Esercitazioni Corali. Felice perchè mi facevo risatone con il Prof. Dury, perchè stavo con gli amici e al decimo cielo perchè vedevo LUI. Eh sì, che periodo indimenticabile e meraviglioso!
La Prof. era in Australia, ero nel mio anno sabbatico e mi ero decisa a ritornare nel coro. Le mie fonti mi informavano che LUI era lì dalle 15.30 alle 16.30 e senza esitazioni, scelsi quel gruppo.
Ricordo che fuori dall’aula trovai LUI con Daniele, Manuel e Sandro. Quando LUI alzò lo sguardo e mi vide, sentii le gambe mancarmi e penso di essere passata dal bianco alle sette tonalità dell’arcobaleno...
Senza dire una parola, entrai nell’aula e dopo essermi tolta il cappotto e aver salutato le amiche, mi sono seduta sulla panca e ho aspettato l’inizio della lezione.
LUI è entrato, mi ha salutato e si è seduto dietro a me.

Sentii gli ormoni bollire, ma essendo una donna tutta d’un pezzo, li tenni a bada.
Quando arrivò Lore, mi sentii un po’ meglio, ma solo un po’.
Dopo qualche minuto, noi tre (io, LUI e Lore) abbiamo fatto un casino bestiale. Veramente. Non la finivo più di ridere, per i versi che faceva, per le battute che diceva. Quando un gatto passò per il giardino, si mise a dire: "Varda el gat che pasa!" Io giù a ridere e lui a gongolarsi. Il Prof. ci ha chiamato per nome e cognome, invitandoci a stare zitti...sì, come no!
Ho passato due ore meravigliose con LUI..veramente. Se prima la mia era solo una simpatia, da quel giorno di un anno fa, c’è stato "qualcosa" di più.
Andai in stazione, presi il treno e chiamai a casa per avvisare che arrivavo.
Mia mamma mi dice: "Quando sei a Motta di Livenza, avvisami".
Durante il viaggio, scambiai sms con una mia cara amica d’infanzia, Sonia, la quale mi disse che dovevo riconsiderare suo cugino e che a lei sarebbe piaciuto molto avermi come cugina acquisita...
Ora, va bene che sono esigente ma uno basso almeno tre palmi più di me, rosso di capelli, tarchiato e gobbo...beh, non è proprio il mio ideale di uomo!
Con delicatezza le feci notare che non potevo assolutamente accontentarla...
La mamma
A Treviso ricevetti la chiamata della mamma: "Sono a casa di Paolo [il famoso cugino di Sonia] e stiamo festeggiando l’anniversario di matrimonio dei suoi genitori!"
Trattenendo a stento i conati di vomito, le risposi: "OK!"
A Motta la richiamai e lei mi disse che stava arrivando....L’AUTISTA!!
Approfittando del fatto di essere da sola sul treno, le scaricai addosso l’ira di Dio: "Tu che sei mia madre mi fai questo? Vergognati, tu che mi hai portato nove mesi in pancia mi mandi un rospo a prendermi?? Vergognati, non mi posso nemmeno più fidare di te??"
Logicamente, tutti i presenti sentirono la nostra conversazione, anzi, la mia filippica, dato che mia mamma non spiaccicò mezza parola...
A Porto trovai nel piazzale della stazione Paolo, il rospo in Stilo. Oh, my God!
Mi aspettava con il sorriso che arrivava fino alle orecchie, con i suoi occhiali da castoro...insomma, io avrei voluto diventare invisibile e teletrasportarmi direttamente a casa.
Non so come, salii in macchina e lo salutai. Lui mi salutò.
In quel momento compii l’atto più BASTARDO che una donna può fare davanti ad un uomo che le sbava dietro.
"Ciao, tesoro! Sono arrivata a casa...tutto bene. Stai tranquillo. Ti amo. Un bacio. Ci vediamo presto! Ciao, amore mio!"
Poi, non contenta, mi rivolsi al rospo: "Sai, ho avvisato il mio ragazzo che sono arrivata a casa...si preoccupa sempre per me!"
Risposta secca di lui: "Eh, certo..."
Dalla rotonda di Borgo S. Nicolò a casa mia, silenzio. Sulla curva prima di casa mia, mi chiese: "Come va con l’uni?"
"Ancora non so nulla del ricorso, quindi sono ferma...Tu invece?"
"Ah, bene..."
"Ecco, sono arrivata...grazie del passaggio! Saluta tutti!"
"Sì, prego, ciao!"
Ho sbattuto la portiera e di corsa sono salita in casa, ho preso il telefono e ho telefonato a sua cugina e le ho detto che la prossima volta che mi chiama o mi manda sms deve categoricamente evitare il discorso Paolo.
Lei, sentito il mio racconto, si fece grasse risate.
Poco dopo arrivò a casa mia mamma, che mi rise in faccia...
Ah, un anno fa...
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