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Wednesday, November 26, 2003 - ore 17:07
libertà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Credo che una delle forme di coraggio che non riesco ad esprimere sia il dire "no". E'nella mia natura, promettere, iniziare 10000 cose e non riuscire magari a finirne molte. Ma tentare comunque, provarci, aver paura di deludere con un diniego. Avere rabbia e voglia di mandare a cagare qualcuno ma non riuscirci, anche per le stronzate. Quando sei a mangiare un panino, ti danno il tuo e dici "qualcuno vuole assaggiare?" e tutti dicono di no. Ti mangi il bordo, arrivi al cuore, alla parte più buona, osservi il tuo panino come il corpo di una bella donna che stai per mordere ed in quel momento lo scroccone stronzo di turno se ne esce con "aspetta che te ne frego un pezzo". Queste son le cose che ti fan sentire fuori dal mondo, ti verrebbe da insultare una persona per una cosa che in fondo è normale, fastidiosa ma normale. Perchè dire "no" a te riesce difficilissimo e il tuo insulto, il tuo immaginarlo contro il muro con te che gli dici "sei un parassita", sarebbe molto più facile, paradossalmente più naturale. Quando ti chiama un opportunista, quando ti martella di chiamate, e sei deluso dal suo comportamento, dal fatto che ti vede solo un mezzo per arrivare a qualcosa e non te l'aspettavi. Quando qualcuno ti dice "ehi ma che ci fai? da quanto tempo! quando andiamo a berci una cosa insieme?". Mai. Non andremo mai a berci una cosa insieme. E ti viene da procrastinare. MI viene da procrastinare. Ma questa persona magari non c'entra un cazzo con la tua vita. Anzi, proprio non voglio che c'entri. Non mi interessa, se non c'è è per un motivo. Mi sta sui maroni, mi annoia, mi ha deluso, non ha fatto nulla e la trovo una persona che non ha niente da dare in bene o in male. Stattene fuori dalla mia vita, resta lì, non hai motivo per usare un "vediamoci" come frase di circostanza. Se due persone, due amici vogliono vedersi non hanno bisogno di frasi di circostanza. O, però mi sto ripetendo, di messaggi gratis. E magari se non ti parlo è perchè non voglio parlarti. Se non ti rispondo una volta, non richiamare. I soldi ce li ho per fare una telefonata. Se ne ho voglia ti richiamo io. Se non ti rispondo subito è perchè ho da fare, se non ti rispondo mai sono sgarbato ma mi sento onesto, evidentemente mi hai rotto i coglioni. E non serve che metti magari l'anonimo. Magari sto facendomi i cazzi miei. Magari sono con la mia ragazza. Magari sto cercando di dormire. Magari non ho voglia di parlare. Magari. Odio quando mi si dice "avrei bisogno di una cosina", "ti rubo solo un attimo". Si preannuncia di perdere una giornata. E non vedi una lira. Ma che me ne frega delle lire, un grazie? Manco quello. Il tuo attimo diventa ore, diventa "no" detti a te stesso, alle persone che vuoi vedere davvero, a persone che lo meritano. E a me quell'attimo non lo ridarà nessuno. Forse per questo da qualche anno giro senza orologio, per accorgermi di meno del tempo che butto via. Si parla tanto di libertà di nazioni, popoli, stati... Al momento per il mio microcosmo vorrei solo che momo mi lasciasse dire di no, ogni tanto. Cazzo, che umore mi mette la pioggia

E parli l'evanescenza di Faber, parli Kipling, parli Wilde, parli anche il silenzio e chi voglio sentire
AMICO FRAGILE - FABRIZIO DE ANDRE'
Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno di attenzione e di amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi"
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ad altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.
E poi sospeso tra i vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo cominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi,
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
per una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi
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