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Wednesday, January 11, 2006 - ore 00:00
negare i problemi è il solo modo per gestirli...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...l’ho appena sentito alla televisione questa frase e l’ho messa come titolo di questo post che avevo già scritto...
La domanda fondamentale a questo punto è:
è possibile riuscire a mettere un punto e scrivere definitivamente la parola fine?
In quanti blog, in quanti discorsi fatti di notte, a quante persone leggi negli occhi e soprattutto leggo dentro me stesso si apprende di vecchie storie, si aprono vecchie ferite si riportano a galla ricordi mai dimenticati..
una frase buttata là da un’amica certe volte può essere un incudine sulla testa modello vile il coyote...
nn cancelli il numero dal cellulare perchè in cuor tuo speri e allo stesso tempo sei terrorizzato che appaia quel nome illuminato da quello sfondo blu..
vorresti cambiare il nome a quel numero e metterci "lascia stare" così appena lo leggi forse sarebbe il caso di seguire quel consiglio..
cerchi conforto negli amici, nell’alcool in tante di quelle cose che starei ore ad elencarle...
eppure credo che ti distraggano ma nn dimentichi
nn sò se sia un mio difetto, o quello del genere maschile o quello femminile o di entrambi..
ricercare negli occhi di altre donne quello stesso sguardo sperando possa riflettere le stesse cose..
magari appigliartia ad un idea, ricominciare a costruire dei castelli in aria e magari sbagliare, qualcuno dice addirittura accontentarsi solo per nn rimanere solo/a..
a volte succede di portarsi a letto ragazze solo per sentirsi in quel breve periodo vivi e poi risvegliarsi e sentire quel vuoto.. si ok ti è piaciuto.. molto., a volte tantissimo..
ho cominciato a scrivere sapendo cosa volevo dire dove volevo arrivare ma adesso nn lo sò più.. strano? no non credo..
così lascio posto alle note di Tom Waits, un poeta più che un musicista, che adoro..
immagino di essere lì in un caffè di New Orleans.. lui che suona con voce rauca, le sigarette sul piano e una bottiglia di Jack.. e io lì seduto in un angolo al buio su un divanetto.. lì da solo con la mia bottiglia.. aspetto fumando, una sigaretta dietro l’altra, aspettando nn sò cosa ..che forse che da quella porta entri qualcuno e mi svegli da questa apatia..
E quelli erano i giorni di rose, poesie, e la prosa
E Martha tutto ciò che avevo eri tu, e tutto quello che avevi ero io
Non c’erano nessun domani, avevamo messe via i nostri dispiaceri
E li avevamo risparmiati per una giornata di pioggia
E mi ricordo serate tranquille tremando vicino/accanto te…
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