
Teosax, 26 anni
spritzino di Galzignano/Monselice
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ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Rendersi conto di essere soli... Di aver avuto accanto un Angelo... E di averlo ucciso... Di aver sbagliato e di non poter tornare indietro... Vivere sospesi tra l'indecisione e la paura... Ogni giorno ti svegli e lei nn c'è... e così per sempre... ti svegli, ma in realta dormirai per sempre senza lei accanto... Vivi la vita con una maschera per nn far vedere a chi ti stai accanto che in realta sei morto... Ti circondi di persone che nn ti conoscono perché loro nn possono vedere che hai perso la felicità... Un giorno era venuto un angelo per me e io l'ho ucciso... Nn ti scorderò mai Piccola...
2) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ululare al chiaro di luna, nel bel mezzo di un cielo scintilloso...navigando nel passato e facendolo presente.
2) il sesso
3) svegliarsi accanto alla persona che si ama
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Wednesday, January 11, 2006 - ore 11:38
Da leggere e capire
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cazzeggiando tra i blog mi son soffermato su steve79 e mi ha colpito l’ultimo suo post!
Ho sentito il dovere di copiarlo nel mio blog in quanto qualcunque musicista dovrebbe capirne il concetto!
L’umiltà, cosa che rende un musicista "un grande", la maggior parte delle volte viene sostituita dall’arroganza.
Una critica non è un’oltraggio ma bensi una possibilità di migliorarsi e andare avanti!
SENZA PAROLE da www.guglielmominetti.it
Fra le tante persone che incontro, soprattutto i giovani, mi chiedono come si fa a diventare professionisti della musica, in quanto spesso riscontrano che non è attraverso lo studio che si riesce ad arrivare a fare questo lavoro a tempo pieno.
Infatti, nonostante lo studio o comunque la preparazione siano importanti, non sono affatto determinanti per il raggiungimento dei propri obiettivi. Inoltre tante cose che sarebbe utile sapere, quasi nessuno le insegna, spesso perché purtroppo chi insegna a suonare uno strumento a volte lo fa non per vocazione ma come ripiego in mancanza di "meglio".
Quindi il "meglio" mancante, in quanto ignorato da chi insegna, non viene trasmesso.
È un pensiero un po’ contorto, ma spero si chiarisca più avanti.
Una cosa importante che tengo sempre a precisare è la seguente: si suona con il cuore e con il cervello. Le mani servono come veicolo delle emozioni ma non devono essere loro a prendere il sopravvento.
Un musicista per potersi definire tale non deve essere un saltimbanco, un fenomeno da baraccone, un acrobata, piuttosto deve cercare di essere sempre e comunque una persona, con pregi, difetti e limiti, che per forza di cose influenzeranno il suo modo di suonare.
La prima cosa che si deve fare è cercare di conoscersi meglio, analizzare la propria personalità, il proprio carattere, chi siamo e quindi che tipo di musica potremmo essere. Individuare i nostri gusti musicali, cercare di seguirli e coltivarli, affinandoli sempre di più.
Naturalmente questo non significa ascoltare solo un certo tipo di musica e fossilizzarsi su di essa, anzi è bene ascoltare qualsiasi cosa, ma non bisogna che ciò condizioni la propria predisposizione naturale.
Ascoltare tutto senza essere prevenuti è una delle cose più difficili per un musicista, ma è importante imparare a farlo.
Definirsi jazzisti, rockettari, metallari o altro, personalmente la considero una grossa limitazione, la musica è una forma di comunicazione, dovrebbe essere un modo per esternare i propri sentimenti, le proprie emozioni. Perché chiudersi entro confini ristretti ?
A volte si possono fare scoperte interessanti proprio ascoltando cose che pensiamo lontane dai nostri gusti !
Chi lo ha detto che un batterista rock non possa trarre ispirazione da un buon concerto per violino e arpa ?
Lo studio quindi dovrebbe sempre essere orientato all’individuazione della propria indole.
Esistono, è chiaro, delle cose (da un punto di vista tecnico) che valgono per tutti. Ad esempio, è difficile riuscire ad emettere un suono da una chitarra soffiandoci dentro, ma a parte certe cose ovvie, tutto il resto dovrebbe essere filtrato dalla propria fisicità e dal proprio carattere. Vorrei ricordare che il buon Jimi Hendrix usava praticamente solo due dita della mano destra (sinistra per noi, visto che lui era mancino ). Non avrà avuto una tecnica ortodossa, ma personalmente non me la sento di dire che non sapesse suonare la chitarra ! Mi piace anzi pensare che se avesse avuto un "buon" insegnante di chitarra, come purtroppo succede a tanti ragazzi, non sarebbe diventato quello che sappiamo.
La personalità è un elemento fondamentale nella musica, che secondo me ha molto più valore della tecnica. Credo che la creatività sia molto più figlia della casualità e dell’errore, che non dello studio di certi libracci.
Il concetto di giusto e sbagliato penso sia molto relativo, in musica.
Cercare di suonare come qualcun altro, essere come qualcun altro, nella musica come in qualsiasi campo della vita, non è sicuramente una cosa utile; viceversa, ascoltare con attenzione, capire il perché di certe scelte e poi tradurre tutto nel proprio linguaggio personale, è il lavoro che sempre dovrebbe fare un buon musicista.
Purtroppo spesso sento definire "bravi", musicisti che in realtà dovrebbero semmai essere definiti "virtuosi".
C’è un’ enorme differenza fra le due cose !
Esistono persone che, attraverso il proprio strumento vogliono comunicare delle emozioni. Questo si può ottenere in molti modi, a volte addirittura con il silenzio.
Il silenzio è parte integrante della musica, la pausa che intercorre fra un momento musicale e l’altro può essere solo interpretato con la propria sensibilità, che quanto maggiore è, tanto più riesce a comunicare l’emozione giusta. Lasciare spazio ad altri oppure creare un vuoto improvviso, a volte è molto più efficace che non riempire tutto...a tutti i costi. Suonare sempre e tanto, è facile, saper tacere e sacrificare la propria vanità è molto più difficile !
Nel primo modo si dimostra solo di essere degli idioti che hanno studiato, nel secondo si contribuisce a valorizzare l’esecuzione stessa, dimostrando la propria vera bravura che va ben al di là dell’esibizione personale, e questo più di ogni altra cosa richiede sensibilità musicale nonché intelligenza.
E’ sulla base di questi parametri che si possono distinguere i musicisti "bravi", dagli altri che semmai possiamo considerare"saltimbanchi".
Acquisire una tecnica prodigiosa non è così difficile, non richiede né un’intelligenza particolare, né alcuna sensibilità. E’ ginnastica, basta studiare caparbiamente ore e ore.
Partendo da questi pochi concetti immagino che si vada profilando l’identità del "musicista" e del perché alcuni riescono ad esercitare ed altri no.
Come ogni altro lavoro ,anche quello della musica è soggetto a regole che quando vengono rispettate permettono di far crescere e migliorare la propria professionalità.
Naturalmente mi riferisco alle cose più ovvie per tutti gli altri lavori ma che spesso, non capisco perché, in questo mestiere non vengono considerate tali. Parlo della puntualità, della serietà, della precisione, delle buone maniere, del rispetto per gli altri, della concentrazione, dell’umiltà e poi più specificatamente, della fantasia, della curiosità, del desiderio costante di imparare sempre e da chiunque senza preconcetti, della disponibilità verso nuove esperienze e quanto altro vi venga in mente!
Il musicista non è solo quello che vedete su un palco sotto le luci dei riflettori, ma tutto quello che fa prima e dopo quel momento. Voi vedete solo la ricreazione !
Il metro per misurare un vero musicista non è quello, forse perciò molti ragazzi si chiedono: " Come mai quello sta lì ed io no ? ".
Il metro per misurare un vero musicista non è quello, forse perciò molti ragazzi si chiedono: " Come mai quello sta lì ed io no ? ". Perché non sanno tutto quello che essere lì, comporta, in termini di impegno, attenzione e sacrifici.
Su un palco importante ci arrivano solo quelli che hanno imparato a stare bene giù dal palco.
Comunque
Vivere facendo un lavoro che è al tempo stesso la propria passione, essere addirittura stimati per questo, è una grande fortuna che un musicista non dovrebbe mai perdere di vista !
E forse questa potrebbe essere la prima regola.
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