(questo BLOG è stato visitato 7500 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, January 13, 2006 - ore 17:30
altra legge ad personam...altro che caso unipol!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...ma di questo non si parlerà nei tg, come non si parlerà del fatto che Fiorani ha detto ieri ai pm di aver pagato 100mila euro di mazzette a Umberto Bossi...
IL CASO. Dal premier agli islamici accusati
di terrorismo, i beneficiari della legge
Così Berlusconi eviterà
il processo per il caso Sme
di LUCA FAZZO
Il premier Berlusconi al processo Sme
MILANO - Era tutto pronto: individuata la sezione, depositate le carte. Al processo dappello a Silvio Berlusconi per gli affari Squillante e Sme mancava solo la fissazione della data dinizio, probabilmente subito dopo le elezioni. E al premier sarebbe toccato tornare a difendersi dalle accuse lanciate contro di lui da Stefania Ariosto e dallarido linguaggio delle rogatorie che per la procura dimostravano il suo ruolo nelle mazzette smistate da Cesare Previti ai giudici di Roma. Invece salta tutto. Il processo dappello non si farà. La legge approvata ieri in via definitiva dal Senato cancella i processi di secondo grado per tutti i casi in cui limputato sia uscito incolume dal primo giudizio.
E proprio questo è ciò che accadde il 10 dicembre 2004, quando il tribunale presieduto da Francesco Castellano - oggi indagato per le sue "soffiate" nella vicenda Unipol - emise la sua sentenza: per la vicenda Sme Berlusconi fu assolto, per i soldi a Squillante il reato fu dichiarato prescritto. Contro entrambe le decisioni la Procura ricorse in appello. Ma la straordinaria calma con cui la Corte dappello ha gestito la pratica - le motivazioni della sentenza venero depositate nellaprile 2005, poi non è accaduto più nulla - ha permesso che arrivasse prima la legge Pecorella. Ora solo il vaglio della Cassazione separa il Cavaliere dalla liberazione definitiva dal più insidioso dei suoi grattacapi giudiziari.
Ma Silvio Berlusconi non è certo lunico imputato importante a venire beneficiato dalla legge varata ieri. Anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, eviterà la noia di un giudizio dappello per la vicenda della discarica di Cerro Maggiore, dove era accusato di corruzione per avere robustamente favorito Paolo Berlusconi: assolto il 20 dicembre scorso dai giudici di primo grado, la Procura aspettava le motivazioni per depositare il ricorso, ora potrà sperare solo nella Cassazione.
Ma anche in universi assai differenti la svolta voluta dalla Camera si farà sentire. La nuova legge, per esempio, toglie dimpiccio i cinque militanti islamici che il 9 maggio scorso - con una sentenza analoga a quella di pochi mesi prima del giudice Clementina Forleo - il tribunale di Milano assolse dallaccusa di terrorismo internazionale. Anche per loro, il ricorso che la Procura aveva già depositato è da ieri carta straccia. In questo caso gli effetti della nuova norma sono quasi paradossali. Infatti proprio ieri, nel corso di un altro processo celebrato a Milano un "pentito" ha fornito elementi molto concreti per ritenere che i cinque estremisti fossero effettivamente collegati ad organizzazioni terroristiche quali Ansar al Islami, affiliata alla galassia di Al Qaeda.
Queste nuove prove sarebbero potute entrare nel processo dappello, mentre in Cassazione - unico passaggio per i cinque prima dellassoluzione definitiva - la valutazione di nuove prove è interdetta dal codice. E lo stesso accadrà qua e là in tutta Italia, per imputati illustri od oscuri. "La parità tra accusa e difesa - dice Armando Spataro, procuratorie aggiunto a Milano - da oggi appartiene al passato. Ai pubblici ministeri ormai resta in canna un colpo solo, come al reduce del Cacciatore: fallito quello, fallito tutto".
E cè chi sta curiosando nel passato, per individuare quali grandi processi avrebbero avuto una sorte diversa se questa legge fosse entrata in vigore allepoca in cui si celebrarono. Gli esempi non mancano: uno fra tutti, il processo per i 157 morti per cancro al Petrolchimico di Porto Marghera, dove una sentenza che aveva assolto con formula piena i dirigenti della Montedison venne impugnata dalla Procura. In secondo grado, cinque dei dirigenti vennero condannati per la morte di un operaio: uno solo, una sentenza quasi simbolica. Ma con la legge approvata ieri, non ci sarebbe stata neppure quella.
(13 gennaio 2006)
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK