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Friday, January 13, 2006 - ore 21:21
La bambola Fulla supera Barbie nelle vendite in Egitto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
È esagerato chiamarla guerra di civiltà, ma fossi in Bush non sottovaluterei l’orgoglio arabo che si può leggere in filigrana nel fatto che
Fulla, la Barbie araba con il velo islamico, ha superato la sua più sfacciata e disinibita (e diciamolo: un po’ cretinetta) collega occidentale. La notizia desta preoccupazione, tanto più perché arriva da un paese arabo moderato come l’Egitto. Fulla, pensata anche in versione ’insegnante’ e ’dottoressa’, è in ogni caso la più venduta nel mondo arabo, specie da quando l’islam ha ingaggiato la lotta senza quartiere all’occidente ricco e opulento di cui Barbie è il condensato. Creata un paio di anni fa dalle menti del NewBoy Design Studio, Fulla vince perché non ha solo - grazie a chador e a gambe e braccia coperte - l’aspetto della donna islamica, ma ne sintetizza anche i valori.
È dotata di tappetino per la preghiera, ed è - come dicono i suoi creatori - "onesta, amorevole, premurosa, e rispetta padre e madre". Un modo allusivo per dire che
la Barbie occidentale è un poco puttanella (e infatti qualche mese fa pare abbia mollato Ken per fare la vita da impudica single), strafottente con i suoi partner e irriguardosa verso i genitori.
Fulla per altro si presenta piuttosto castigata anche nelle relazioni, dal momento che non è ancora né fidanzata né sposata. Non è escluso che a breve venga ideato il Ken arabo, destinato però inevitabilmente a fare di Fulla una orgogliosa vedova. Il fidanzato della bambola araba infatti non potrebbe che essere un fiero kamikaze, altro che quel bell’imbusto palestrato e senza midollo con cui si accompagnava Barbie.
Fulla però vince nel mondo arabo anche per un’altra ragione, culturalmente piuttosto rilevante. L’Islam ama i propri simboli e i segni della propria identità, spingendosi fino al fanatismo. L’occidente molto meno, tante che una ricerca di un paio di mesi fa dell’Università di Bath segnalava come
i bambini inglesi siano soliti giocare con Barbie in maniera piuttosto feroce, decapitandola, scotennandola, mutilandola, bruciandola e arrostendola nel microonde. Il tutto senza nemmeno tenerla prigioniera un paio di giorni a Guatanamo, e senza che Amnesty faccia sentire la sua vibrante protesta.
Insomma, Barbie soccombe e con lei rischia grosso tutto l’occidente. Si fa necessaria una risposta. Si potrebbe pensare ad una Barbie che, abbandonata la antipatica attitudine a
farla annusare a tutti senza darla, improvvisamente si converte (un po’ sul modello di Claudia Koll). Corona di rosario tra le dita, letture di san Paolo sul comodino, immaginette sacre sparse per la casa: ed ecco la Barbie bigotta. Ruini apprezzerebbe molto. (Di Giuseppe Morello)
----->Ebbene, io dico che a poco a poco l’oriente ce lo metterà nel posteriore...
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