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Monday, January 16, 2006 - ore 16:06
Io sorridevo
(categoria: " Poesia ")
Stanco, affamato, assetato e sporco. Sono davanti allo specchio e quello che vedo mi fa venire in mente solo queste quattro parole. Anche questa giornata se ne scappa via veloce e corre incontro al passato. E’ giovedì, ma potrebbe essere qualsiasi altro giorno della settimana. Potrebbe anche essere sabato, o domenica, sarei comunque stanco, affamato, assetato e sporco. Sono stanco; stanco perché il lavoro che faccio in fondo è solo un mezzo per sopravvivere, per arrivare a comprare delle cose il più delle volte inutili. Sono stanco perché passo i weekend alla disperata ricerca di qualcosa di diverso. Sono affamato; affamato di pane e salame, di pizza, di nutella, di gelato alla menta e stracciatella, di coccole e amore. Sono assetato; assetato di acqua fresca, di vino rosso, di coca cola, di sesso e perversione. Sono sporco; sporco di sudore, di viltà e silenzi. Sono davanti allo specchio e non mi riconosco. Sono davanti allo specchio e mi immagino diverso. Mi immergo nella solitudine, che valorosamente mi difende dal mondo, che vilmente mi nasconde le occasioni della vita. Lascio scivolare il mio pensiero e immagino vite mai vissute, luoghi mai visti, donne mai possedute. Il sogno è la mia unica arma contro la pazzia. Vedo un lago lievemente increspato da una brezza fresca e delicata; sento tra le dita l’erba sottile e umida; ascolto le foglie dei salici vibrare e danzare; respiro il profumo intenso della terra; assaporo le labbra sottili di una donna. Il suo volto è indefinito, mutevole e particolare. Assume le sembianze di donne che ho posseduto e di molte altre che ho solamente desiderato possedere. Il suo corpo è immutabile, la sua pelle accogliente e fresca, i suoi seni piccoli e ben definiti, nascosti da una maglietta sottile; le sue gambe lunghe e delicate, avvolte in piccola parte da una gonnellina leggera. Le mie mani abbandonano la terra e scivolano sul suo corpo, esplorando ogni millimetro della sua pelle. Le sue mani mi accarezzano, sicure e appassionate. Il mio cuore galoppa e il mio respiro lo rincorre, il suo odore e il suo sapore irrompono nella mia mente. Il paesaggio intorno a noi sembra sciogliersi, il lago accanto a noi si espande, ci avvolge e travolge. Respiro a fatica, l’acqua invade il mio corpo e mi sento morire. Apro gli occhi, di fronte a me un giovane ragazzo stanco, affamato, assetato e sporco. Mi guardo negli occhi, penso al passato, al presente, al futuro. Io morirò, io sopravvivo, io sorridevo.
abitudini.com
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