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ORA VORREI TANTO...

Nn essere da sola in casa


STO STUDIANDO...



NIENTEEEE!!!

OGGI IL MIO UMORE E'...

In salita!!!

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Cercare in tutti i modi di piacere sempre a kiunque, anke sacrificando sogni e desideri pur di piacere e, in una sola notte, rovinare tutto, compiere un'azione ke sai ti porterà alla solitudine.
2) ..essere dimenticati da ki nn dimentikeresti mai..
3) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
4) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
5) Credere in un sogno che per una parola detta troppo piano si infrange..cade a pezzi insieme al tuo cuore..un'amicizia che finisce un amore che si spegne.. un gelo infinito..
6)
IL SENSO DI VUOTO E SOLITUDINE CHE A VOLTE PROVO ANCHE IN MEZZO A 1000 PERSONE
7) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) passare un pomeriggio con delle persone speciali a parlare e ridere e pensare "io vi voglio bene"
3) Sentirti dire: "Mi dispiace. Non avevo capito come fossi in realtà. Ora ke ti ho conosciuto, capisco di aver sbagliato e mi accorgo di quanto sei speciale!"
4) 1 ora di preliminari... e basta!
5) Eminem... i suoi testi... le sue parole... la sua ironia... la sua rabbia... la sua tristezza...l'amore per sua figlia...
6) Ascoltare per la prima volta una canzone e accorgersi ke il testo corrisponde esattamente a un tuo pensiero o all'emozione ke stai provando in quel momento
7) riguardare le foto con le persone con cui hai vissuto 365 giorni insieme... e in quell'istante vedere una lacrima infrangersi sull'album





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Monday, January 16, 2006 - ore 20:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi a scuola è continuata l’autogestione, ho assistito a una conferenza sulla telecomunicazione davvero interessante!
Di pomeriggio invece, dopo la palestra, ho studiato Italiano:
Carducci, Verlaine, Rimbaud, Mallarmé, Pascoli, Oscar Wilde, Huysmans e D’Annunzio.

Alcune opere sono magnifiche... Apparte D’annunzio.. mi pare di leggere i discorsi di Mussolini... ke skifo!
Per esempio Carducci e Pascoli mi piacciono un sacco!!!

Cmq ho studiato proprio volentieri!


La mia preferita:

Alla stazione in una mattina d’Autunno

Oh quei fanali come s’inseguono
accidiosi là dietro gli alberi,
tra i rami stillanti di pioggia
sbadigliando la luce su ’l fango!
Flebile, acuta, stridula fischia
la vaporiera da presso. Plumbeo
il cielo e il mattino d’autunno
come un grande fantasma n’è intorno.
Dove e a che move questa, che affrettasi
a’ carri foschi, ravvolta e tacita
gente? a che ignoti dolori
o tormenti di speme lontana?
Tu pur pensosa, Lidia, la tessera
al secco taglio dài de la guardia,
e al tempo incalzante i begli anni
dài, gl’istanti gioiti e i ricordi.
Van lungo il nero convoglio e vengono
incappucciati di nero i vigili
com’ombre; una fioca lanterna
hanno, e mazze di ferro: ed i ferrei
freni tentati rendono un lugubre
rintocco lungo:di fondo a l’anima
un’eco di tedio risponde
doloroso, che spasimo pare.

E gli sportelli sbattuti al chiudere
paion oltraggi: scherno par l’ultimo
appello che rapido suona:
grossa scroscia su’ vetri la pioggia.
Già il mostro, conscio di sua metallica
anima, sbuffa, crolla, ansa, i fiammei
occhi sbarra; immane pe ’l buio
gitta il fischio che sfida lo spazio.
Va l’empio mostro; con traino orribile
sbattendo l’ale gli amor miei portasi.
Ahi, la bianca faccia e ’l bel velo
salutando scompar ne la tenebra.
O viso dolce di pallor roseo,
o stellanti occhi di pace, o candida
tra’ floridi ricci inchinata
pura fronte con atto soave!
Fremea la vita nel tepid’aere,
fremea l’estate quando mi arrisero;
e il giovine sole di giugno
si piacea di baciar luminoso
in tra i riflessi del crin castanei
la molle guancia: come un’aureola
piú belli del sole i miei sogni
ricingean la persona gentile.
Sotto la pioggia, tra la caligine
torno ora, e ad esse vorrei confondermi;

barcollo com’ebro, e mi tocco,
non anch’io fossi dunque un fantasma.
Oh qual caduta di foglie, gelida,
continua, muta, greve, su l’anima!
Io credo che solo, che eterno,
che per tutto nel mondo è novembre.

Meglio a chi ’l senso smarrì de l’essere,
meglio quest’ombra, questa caligine:
io voglio io voglio adagiarmi
in un tedio che duri infinito.




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