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generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Friday, June 20, 2003 - ore 18:05


traffico bestiale, ma neanche tanto, in città
(categoria: " Accadde Domani ")


Attraversare Padova da nord a sud, in auto impiegando pochi minuti non è mai stata una impresa facile. Il percorso più normale in andata dal piazzale della stazione al Prato della Valle era costituito dalle riviere, ora chiuse. Per bypassare il tratto chiuso ci sono fondamentalmente tre scuole di pensiero e lo si vede in particolare la mattina presto. Alle ore 8.00 il viale dell'Arcella è percorso da un numero notevole di biciclette e motorini: complice la bella stagione e la necessità di arrivare puntuali in ufficio, sono moltissimi i padovani che lavorano in centro storico o che lì devono recarsi, che hanno scelto le due ruote quale alternativa all'automobile. Al semaforo ai piedi del cavalcavia Borgomagno sembra di essere sul circuito del mugello, gli scooter in prima fila inforcati da avvocati ed impiegati - centauro sfrecciano veloci alla luce verde e c'è chi si diverte a disegnare traiettorie fluide sul lucido asfalto della prima curva. Le biciclette invece scompaiono sulla sinistra preferendo la pista ciclabile del lato sinistro del cavalcavia, più larga e meno ripida. Una volta entrati nella cerchia delle mura ogniuno di questi ex automobilisti si infila poi con disinvoltura nelle corsie preferenziali di taxi ed autobus, grazie ad una ritrovata comprensione dei vigili urbani che chiudono un'occhio anche sul parcheggio non proprio sempre ortodosso dei mezzi. In piazza Garibaldi ad esempio le motociclette arrivano ben oltre gli spazi appositamente delimitati sul selciato e le biciclette abbondano un po' dovunque sotto i portici di tutto il centro. I fedelissimi dell'auto incontrano invece i primi problemi di circolazione all'altezza delle porte Contarine, lì infatti si convoglia anche il traffico in entrata della parte est della città, quelli che sono riusciti a passare dal piazzale della Stanga, sempre congestionato anche con le riviere aperte, figurarsi in questi giorni. Sono trascorsi già dieci minuti buoni dalla partenza all'Arcella: i centauri e i ciclisti saranno già arrivati a destinazione, l'automobilista invece, nonostante i tentativi più disparati riesce a immettersi in corso Milano dopo 7/8 minuti di colonna buona, dovuta soprattutto agli scarichi e carichi dei furgoni in largo Europa che complicano il passaggio delle auto. Parcheggiare in piazza Insurrezione è impossibile, lo si capisce dalla fila che fa il giro della curva già a quest'ora, ci sarà più fortuna in Prato? Va un po' meglio a chi sceglie di percorrere via frà Paolo Sarpi da una parte e via Trieste dall'altra, circumnavigando il centro interno della città. Anche in questo caso però i nodi vengono al pettine: in via Cavalletto bisogna attendere almeno quattro semafori prima di vedere il Prato della Valle, altrettanto accade procedendo da via Manzoni e ancora prima in via Gattamelata, dove arriva la coda del semaforo dell'ospedale. Un segnale confortante: nessuno si spazientisce e suona il clacson in colonna. Rassegnazione o ritrovato senso civico? Il nodo gordiano dell'intasamento in prossimità del Prato è data dal grosso problema del parcheggio in zona: già alle 8.30 quando si arriva in zona Piazza Rabin si capisce che trovare un posto per l'auto non è così facile. Parcheggiata l'auto scatta il problema autobus: quelli che partono dal Prato sono quasi tutti stracolmi, fortunatamente ce ne sono molti e prima o poi un posto a bordo lo si trova. Durante la mattinata ed il primo pomeriggio non ci sono intasamenti o code da segnalare, quasi tutti i semafori si percorrono "al primo colpo", d'altro canto con le scuole chiuse e il popolo delle due ruote a bordo strada, sarebbe preoccupante che non accadesse il contrario.
Nettamente migliore della mattina il deflusso dalla città nel tardo pomeriggio: alle 17 salvo qualche problema nei punti già citati, nel resto della città il traffico risulta abbastanza fluido esclusi i punti critici del Cavalcavia della stazione e del piazzale Stanga, con il concorso anche della rotatoria del Bassanello, ma questi sono nodi che tutti ricordano bene per la congestione del traffico anche prima dell'inizio dei lavori del metrobus, e, c'è da temere, saranno intasati anche dopo l'introduzione del nuovo mezzo che dovrebbe decongestionare il centro: chi decongestionerà questi veri e propri "buchi neri" che inghiottono il tempo di centinaia e centinaia di cittadini in colonna? La prima settimana lavorativa di Padova senza le riviere si è conclusa, c'è da scommettere che molti da lunedì opteranno per le due ruote, sperando che non piova, o almeno, che non piova durante il giorno.

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