BLOG MENU:



sevan, 26 anni
spritzino di padova
CHE FACCIO? subliminalita'
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


  • Animanera


  • Thezuma

  • bender

  • Saggiosayo

  • JULES

  • ika80

  • Brividoom

  • Evissa

  • CESCA-80

  • sell

  • kaffeina

  • RAC

  • Habit79

  • insidia

  • EOSTO81

  • alnao

  • nv

  • Cinziola

  • clarice

  • kr8

  • OcchiBlueM

  • SweetWine

  • Ryoko9000

  • Noel

  • Scheggia

  • geej

  • Rello

  • Bagus79

  • glendida

  • OrchiDea77

  • Petra

  • Danyasroma

  • Zampy

  • Chiaramad

  • Leela

  • Dharma

  • Tosta

  • Norin

  • Madcil

  • dinasan

  • Mystery

  • b.lisa.82

  • shamee

  • janee

  • marilesa

  • GWEN

  • LUNA8

  • siriasun

  • GINO PONGO

  • sabry8

  • Cheryl83

  • Vesania

  • doggma

  • okki verdi

  • Akroma

  • mortiis

  • darrell

  • raziel





  • BOOKMARKS


    Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

    UTENTI ONLINE:




    (questo BLOG è stato visitato 19011 volte)
    ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
    [ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



    Thursday, January 19, 2006 - ore 10:09


    avanti...ed oltre
    (categoria: " Vita Quotidiana ")





    ci si annoda quasi sta mattina..
    e fuori la nebbia ghiaccia e cade a terra
    in piccole palline di ghiaccio...

    e sta mattina canzone del cuore...





    Amerigo


    Probabilmente uscì chiudendo dietro a se la porta verde,
    qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d’ orzo.
    Non so se si girò, non era il tipo d’ uomo che si perde
    in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo.

    Quand’ io l’ ho conosciuto, o inizio a ricordarlo, era già vecchio
    o così a me sembrava, ma allora non andavo ancora a scuola.
    Colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio,
    un cinto d’ ernia che sembrava una fondina per la pistola.

    Ma quel mattino aveva il viso dei vent’ anni senza rughe
    e rabbia ed avventura e ancora vaghe idee di socialismo,
    parole dure al padre e dietro tradizione di fame e fughe
    E per il suo lavoro, quello che schianta e uccide: "il fatalismo".
    Ma quel mattino aveva quel sentimento nuovo per casa e madre
    e per scacciarlo aveva in corpo il primo vino di una cantina
    e già sentiva in faccia l’ odore d’ olio e mare che fa Le Havre,
    e già sentiva in bocca l’ odore della polvere della mina.

    L’ America era allora, per me i G.I. di Roosvelt, la quinta armata,
    l’ America era Atlantide, l’ America era il cuore, era il destino,
    l’ America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata,
    l’ America era il mondo sognante e misterioso di Paperino.

    L’ America era allora per me provincia dolce, mondo di pace,
    perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta,
    e Gunga-Din e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Fort Apache,
    un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limentra.

    Non so come la vide quando la nave offrì New York vicino,
    dei grattacieli il bosco, città di feci e strade, urla, castello
    e Pavana un ricordo lasciato tra i castagni dell’ Appennino,
    l’ inglese un suono strano che lo feriva al cuore come un coltello.

    E fu lavoro e sangue e fu fatica uguale mattina e sera,
    per anni da prigione, di birra e di puttane, di giorni duri,
    di negri ed irlandesi, polacchi ed italiani nella miniera,
    sudore d’ antracite in Pennsylvania, Arkansas, Texas, Missouri.

    Tornò come fan molti, due soldi e giovinezza ormai finita,
    l’ America era un angolo, l’ America era un’ ombra, nebbia sottile,
    l’ America era un’ ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita,
    e dire boss per capo e ton per tonnellata, "raif" per fucile.

    Quand’ io l’ ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio,
    sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo
    e non capivo che quell’ uomo era il mio volto, era il mio specchio
    finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo,
    finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo,
    finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo...


    PERMALINK



    APRILE 2026
    <--Prec.     Succ.-->
    Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
          1 2 3 4
    5 6 7 8 9 10 11
    12 13 14 15 16 17 18
    19 20 21 22 23 24 25
    26 27 28 29 30