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4) Poter contare sempre su qualcuno e dimostrare di fare lo stesso con gli altri...altrimenti detta amicizia!
5) un abbraccio improvviso da parte della persona a cui vuoi bene (moroso/a, amico, mamma, papà, nonni...insomma chiunque!)



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Thursday, January 19, 2006 - ore 10:48


ce l’ho fatta...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ho sempre avuto timore ad informarmi su questa cosa...
invece stamane mi sn data una scrollatina...


NATI CON IL FORCIPE

E’ indubbio che l’intervento con il forcipe sulla testa del bambino è
vissuto da quest’ultimo come un vero e proprio atto di violenza che
egli tenderà ad associare con il sostegno e l’aiuto degli altri, ma
spesso anche solo con la loro vicinanza, ritenuta fonte di emicranie.
D’altro lato se si è reso necessario l’uso di tale strumento era perché
il neonato da solo non riusciva ad ultimare la fase dell’espulsione,
essendo rimasto, per diversi motivi, incastrato nel canale. Ecco
allora l’ambivalenza di coloro che sono nati con questa modalità:
ricercano, fino a provocarlo, l’aiuto degli altri, salvo poi rifiutarlo per
dimostrare di riuscire da soli con la propria tenacia. No dunque al
controllo ed alla manipolazione da parte di altre persone, alle quali
reagiscono anche violentemente, spesso troncando di netto ogni
rapporto. La sensazione fisica del forcipe genera poi il terrore per il
dolore che può diventare anche fastidio per il contatto fisico.


--------------

[...]poiché i traumi vissuti al momento del parto rimangono impressi
nella memoria cellulare, condizionando la vita presente.
Nel caso del panico ciò è ancora più vero; è maggiormente
predisposto a soffrire di DAP chi ha avuto una nascita difficile,
con lunghissime ore di travaglio.
La paura del bambino di non riuscire a nascere è talmente forte che
egli teme per la propria vita, non può uscire da quella che ora è
diventata la sua trappola ( la sacca ormai asciutta) e ha terrore di
morire. Quando finalmente riuscirà a nascere da solo o con l’aiuto di
mezzi esterni (forcipe, ventosa o altro) la paura provata e rimossa si
ripresenterà quando situazioni simili a quelle della sua nascita si
prospetteranno nel quotidiano come ad esempio la sensazione di
sentirsi in gabbia in un rapporto affettivo, famigliare o lavorativo. [...]

-------------------

Parto con il forcipe:
in questo parto è presente un intervento meccanico solitamente
doloroso.
La testa di un bambino nato con l’aiuto del forcipe è stata
schiacciata, girata e rigirata prima di essere tirata con forza fuori
dall’utero. Chi è nato col forcipe molto probabilmente da adulto
soffrirà di emicrania, talvolta la sua intera esistenza potrebbe
trasformarsi in una tremenda emicrania.
In questo tipo di parto il bambino si trova bloccato in extremis per
diversi motivi e l’ostetrico assume il ruolo del salvatore.
Da grande il bambino tenderà a creare inconsciamente situazioni
simili, bloccandosi ed attirando poi qualcuno che lo salverà in
extremis.
Inoltre le persone nate in questo modo detestano essere manipolate
e controllate, poiché manipolazione e controllo sono associate al
dolore della nascita.
Hanno spesso paura del contatto fisico.
Possono inoltre pensare che, per quanto facciano, non sia mai
abbastanza.


------------------------------
Matrice peri-natale MPB III
Lotta fra morte - rinascita
Principio Plutoniano


[...]A questo stadio, le contrazioni uterine proseguono, ma il collo
dell’ utero e ora dilatato e permette la discesa attraverso il canale
pelvico-genitale. Il feto intraprende la lotta per la sopravvivenza
mentre prova forti pressioni meccaniche e spesso anche un senso di
soffocamento intenso.

La testa fragile del bambino e bloccata nell ’apertura pelvica stretta
dalla potenza delle contrazioni uterine

Le contrazioni uterine, come e stato detto, limitano l’ alimentazione
del sangue al feto. In questa fase possono intervenire molti altri
fattori che riducono ulteriormente l’ afflusso di sangue e possono
provocare episodi di soffocamento.
Inoltre, al momento dell’espulsione, il feto può entrare in contatto con
materiale biologico come sangue, mucosità, liquido amniotico, urina e
anche feci.

La MPB III costituisce un modello empirico di grande ricchezza e
complessità . Oltre al ricordo dell’esperienza di lotta per la
sopravvivenza nel collo dell’utero, si attivano molti fenomeni
archetipici e di altro genere che si organizzano secondo gruppi e
sequenze tematiche caratteristiche: vita morte- eros-morte , lotte
titaniche, esperienze sado-masochistiche, eccitazione sessuale
intensa, attivita scatologica, entrare nel fuoco.

Questi temi si presentano durante il processo di trasformazione
come impressione simbolica di caratteristiche anatomo-
fisiologiche ,biochimiche di questo stadio della nascita .

I problemi da affrontare in tale stadio possono essere talmente gravi
da richiedere un intervento strumentale ,come il forcipe.

L’ aspetto titanico della terza matrice è ben comprensibile se
pensiamo all’enormità delle forze che agiscono durante il parto.

Quando incontriamo questi aspetti nel processo di nascita
psicologica, sperimentiamo fiumi di energia di intollerabile intensità
che scorrono attraverso il corpo o si accumulano in scariche pronte
ad esplodere. .

Gli aspetti sado-masochistici ( dolore-piacere )di questa matrice
sono da riferire alla furia biologica dell’organismo che deve
assicurare la propria sopravvivenza contro la minaccia distruttrice
rappresentata dalla complessita di questa fase del parto.
La carica della componente sessuale relativa a questa matrice è da
connettersi alla grande forza che l’esperienza materna implica con le
contrazioni uterine e una sensazione di rilascio orgasmico con
l’espulsione del bambino.
Le connessioni fra soffocamento ,e stimolazione sessuale , tossicità
ed estasi, ( gli yogi sono anche definiti in India gli intossicati di Dio )
le nostre conoscenze relative all’apnea ,alla carenza di ossigeno nel
sangue e la connessione di queste con esperienze estatiche sono
inesistenti in occidente.

Il conflitto attivato è quello morte-rinascita. I ricordi dei sistemi
COEX negativi che emergono in questa fase sono quelli legati a
situazioni di pericolo in cui la sopravvivenza e stata messa in
pericolo, esperienze di eccitazione sessuale in contesti pericolosi,
avventure esaltanti ma rischiose, attrazione inconscia per cose e
situazioni sporche o rischiose, sadomasochismo
Quando l’esperienza simbolica della terza matrice arriva alla sua
conclusione , diventa meno violenta e angosciante, L’atmosfera che
prevale è quella di una estrema passione e di una energia
dall’intensità inebriante.

Appena prima di sperimentare una rinascita psicospirituale è comune
incontrare l’elemento fuoco , accade di sentire il corpo in fiamme.

Un simbolo classico della transizione dalla III° alla IV° matrice è la
leggendaria fenice ; l’uccello che muore nel fuoco e rinasce dalle
proprie ceneri.
La controparte biologica di questa esperienza può essere la
liberazione esplosiva di energie fino a quel momento bloccate,
durante lo stadio finale del parto o la sovra-stimolazione dei neuroni
periferici del feto , con scariche tonico-cloniche indiscriminate.
E’ interessante notare che l’incontro con il fuoco ha il suo parallelo
esperienziale con la madre che in quel momento del parto si sente la
vagina in fiamme.


-----mi fa un po’ ridere sta ultima roba.... e che ho cancellato le parti piu’ ridicole...


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