![]() |
|
|
![]() Beat Shop, anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: eimar emmegi.75 Feda86 lorj KillerCoke maestron quadriTINO teo77 Zoso83 BOOKMARKS BIG BOYS Cliff & Shadows Tribu (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Terminal Music Hall (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Cabaret - El Maestron (da Arte e Cultura / Poesia ) Coro Voice in Progress (da Musica / Cantanti e Musicisti ) I ROCCAFORTE (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Un grande Liutaio (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) I Delfini (da Musica / Cantanti e Musicisti ) RED CADILLAC BAND (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Shadows Forum Italiano (da Musica / Cantanti e Musicisti ) BEPI & MARIA SHOW Cabaret (da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova ) GORDONBAND NOMADI (da Musica / Cantanti e Musicisti ) STARDUST (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Beatles (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Beatles fanclub (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Rickenbacker (da Musica / Strumenti Musicali ) UTENTI ONLINE: |
Thursday, January 19, 2006 - ore 19:53 The Fantastic Dee-Jays Seconda puntata della mia nuova rubrichetta della serie “Rarità e Stranezze” inaugurata qualche giorno fa con “Gli Shampoo”. La copertina di questo vinile che ho trovato al mercatino di Piazzola una decina di anni fa, richiamò non poco la mia attenzione, e cioè tre individui con i capelli tagliati a “caschetto” dei quali uno sfoggia una bellissima “Rickenbacker “ mod. 620 / 12 corde, il tipo di chitarre da me amate e venerate. (vedi foto in alto). Da questi elementi ho pensato che “The Fantastic Dee-Jays”, una band di Pittsburgh formatasi nel 1964 e sciolta nel 1966 , fosse un gruppo del periodo “Beat” anni 60 e infatti lo è. Non fatevi ingannare dal nome perché non ha nulla a che fare con i DJ, quelli che mettono su i dischi come il “nostro” Momo… Quelli sono i Disc Jokey anche se il significato credo sia lo stesso. Tuttavia il gruppo è uno di quelli che si possono definire come una “garage band”, ovvero, quei gruppi minori che suonavano un po’ di tutto, con un suono sporco , in maniera grezza e imprecisa, quasi da rasentare l’improvvisazione. La formazione prevede una line up alquanto insolita: un trio formato da due chitarre elettriche (una sei corde e una dodici), batteria, due voci e pertanto privi di basso elettrico. Assai strano. Purtroppo le notizie reperibili di questa band sono veramente poche, ma la più importante potrebbe essere che nel 1965 hanno aperto un concerto dei Rolling Stones. Hanno all’attivo 5 singoli ed un album, pubblicati con una etichetta locale ed ora ricercatissimi dai collezionisti. Prendiamo in considerazione la track list dell’album. Numerose e di vario genere le cover di altri, ma dalle firme sui pezzi originali presumo che i loro cognomi siano : ”Newton”, “Nicholson” e “Hocko”. (cognomi importanti direi …) La qualità sonora delle tracce del disco è alquanto pessima da somigliare ad un “bootleg” e le canzoni sono suonate in maniera un po’ “fracassona” e imprecisa. Tuttavia i loro pezzi di pura matrice beat, sono piuttosto interessanti e gli arpeggi della Rickenbacker 12 corde mi ricordano vagamente i Byrds pre-Mr Tambourine Man, quelli dell’album “Preflyte” per intenderci. Poi per la mancanza del bassista, ci pensa il funambolico batterista con un ampio uso di cassa e tom a riempire quella sensazione di vuoto lasciata dal basso. Ma vediamo le cover di altri artisti affrontate dal gruppo: ce n’è una dei Rolling Stones, “What a Shame”, eseguita ottimamente, una degli Shadows, la celebre “Apache” suonata in maniera a dir poco peccaminosa , quasi innascoltabile e una, udite! udite! dei miei beniamini Beatles, “What you’re doing”, un pezzo contenuto nell’ album Beatles For Sale, che ha il riff di chitarra suonato da Harrison con la Rickenbacker 12 corde. L’interpretazione dei Dee-Jays, è molto simile all’originale ma se le chitarre fossero almeno accordate decentemente, la loro versione non sarebbe malvagia anche se il cantante ha qualche problema sugli acuti del ritornello che a McCartney venivano naturali. Sul retro della copertina ci sono alcune suggestive foto in bianco e nero che li ritraggono in concerto e anche qui, la curiosità può starci dal fatto che uno dei chitarristi possiede una chitarra di una marca sicuramente economica e suona con l’amplificatore davanti a lui anziché dietro. Che dire ancora di questi interessantissimi Fantastic Dee-Jays? Chissà se sono andati a fare davvero i DJ… ![]() LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK |
|||