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martedì 24 gennaio 2006 - ore 13:06
Dal diario di brodo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
in effetti è possibile se la caraffa ha un buco di 2 cm quadrati sul fondo!
Ho capito andiamo a prendere il treno se no faccio una strage...nel vagone c’è solo un posto libero, e così mi trovo vicino a due evasi dal cotolengo di circa 18 - 19 anni che parlano dell’inutilità dei piccioni e dei possibili metodi di sterminio di questa specie e della chiusura in campi di concentramento degli animalisti che li difendono.."perchè è tutto un complotto per rovinare noi cittadini IN"come ha detto il più infuocato dei due..è bello,sembrava di ascoltare i discorsi di due filo-nazisti che parlano di soluzione finale...camere a gas...torture e impiccagioni dimostrative in piazza.."così anche gli altri piccioni imparano" parole testuali!
"ma a xè na monada via l’altra"
Il boom del laser
Il nome esatto di questa tecnica innovativa è chirurgia refrattiva. Ogni anno assistiamo ad un incremento esponenziale delle persone che, stanche di indossare gli occhiali, decidono di ricorrere a questa tecnica. Per essere più precisi sono circa 20 milioni le persone che hanno “ritrovato” la vista con questo intervento tra cui 800.000 italiani, ma facciamo un piccolo passo indietro.
La chirurgia refrattiva è una tecnica che ha avuto le sue origini verso la fine degli anni 80, quando si cominciò a sostituire il bisturi con uno strumento al passo con la tecnologia: il laser; nacque cosi il prk o cheratectomia fotorefrattiva che permette di curare miopie fin a 6 diottrie.
La sua evoluzione il lasik (in gergo lasercheratomileusi in situ) invece si è dimostrato efficace anche in casi di difetti visivi di 10 diottrie e, grazie anche all’evoluzione degli strumenti, anche gli interventi sono diventati molto più semplici e sicuri.
Naturalmente è il chirurgo che decide quale tecnica utilizzare, valutando le caratteristiche del difetto e dell’occhio.
L’intervento
Eseguito in ambulatorio (in Italia c’è persino una clinica mobile allestita su un camper) dura 10 minuti durante i quali il laser modella la cornea correggendone la curvatura, permettendo di risolvere problemi, anche gravi, di miopia, astigmatismo ed ipermetropia. Ci sono alcuni casi in cui questo intervento è sconsigliato, per cui lo specialista che sceglierete valuterà il vostro caso e saprà consigliarvi nel migliore dei modi.
L’intervento non è mai da eseguire su persone che hanno meno di vent’anni. Il difetto deve essersi infatti stabilizzato da almeno due anni.
Quali sono i rischi?
Ovviamente, come tutti gli interventi, c’è la possibilità di incorrere in alcuni rischi, che, anche se ridottissimi, vanno presi in considerazione.
• Esiste infatti uno 0,1 per cento di possibilità di infezione della cornea dopo il prk (molto più bassa invece con il lasik).
• Ci sono inoltre alcune probabilità di riprendere diottrie.
• Inoltre dopo l’intervento (ma con i mesi tende a scomparire) è possibile incorrere in lievi disturbi visivi come “l’effetto alone”, che si manifesta di notte.
• Non esiste la certezza matematica che dopo l’intervento non siano ancora necessarie lenti correttive o un ulteriore intervento di ritocco.