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Wednesday, January 25, 2006 - ore 02:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Era notte, appena tornati da chissadove. Cinema, vino o gelato. Non ricordo, e non ha importanza.
Faceva già freddino: era la fine dell’estate. O l’inizio dell’inverno. Quelle mezze stagioni che durano qualche ora o poco più.
La via silenziosa, la voce bassa, solo un lampione che dava quasi fastidio.
Io volevo salutare e andare a letto. Lui voleva parlare.
Io stupida donnina euforica e ottimista. Lui eroe romantico pesante, malinconico e disfattista.
Entrambi incoscienti, in due modi diversi.
Chiedeva a me, ma più per mancanza d’altri. Mi raccontava in realtà, perché lui non chiede.
Raccontava di questo suo amore da romanzo, di questa passione che l’ha travolto e soffocato e ucciso.
L’avrei ucciso anche io per quanto gli piaceva crogiolarsi in quel dolore. Io che allora ero felice e pensavo di aver superato già tutto e aspettavo solo le novità.
E diceva di aver paura ora, paura di non riprovare più quella sensazione di essere pienamente e totalmente convinti di volere proprio quella persona. Convinti fino in fondo di volere lei, quella laggiù, con tutti i suoi difetti che non ha. Lei per cui qualsiasi altra cosa passa in secondo piano. E non hai il minimo dubbio.
E io ero convinta della risposta, convinta che la vita avrebbe provveduto, che bastava aspettare e poi lasciarsi andare. Che… cavolo! Ce ne sono persone di cui innamorarsi, se le sai vedere.
Che cazzo ne sapevo io, poi? Lui aveva cognizione di causa, io dovevo ancora farmela davvero quella domanda.
Poi arriva il momento, per tutti. Arriva e te la fai, quella domanda. E inizi a pensare a parole come “compromesso”.
Perché te lo chiedi davvero se quella non fosse una sensazione vergine che dopo che ci hai fatto l’amore la prima volta, non si torna più indietro. E le altre volte è più bello, ma quel tremolio delle gambe non c’è più. E allora non è così stupido chiedersi se ti puoi ancora aspettare di vedere le tue gambe tremare. Magari non allo stesso modo, magari più lentamente. Ma convinta che le volte dopo sarà solo più bello.
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