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Monday, January 30, 2006 - ore 10:34
Briscola
(categoria: " Pensieri ")
Chi mi conosce lo sa. Pur essendo solo in parte un veneto DOC, presento una mancanza che, in caso di leggi razziali gentiline (da leggersi:
di Gentilini), potrebbe rendersi più pericolosa della legge marziale, del mio mestiere (che è il pericolo), di
giorno e notte - giorno e notte - ventiquattro ore in funzio - o - ne, del ddl Fini, del ddt, del digitale terrestre e del resto del mondo.
Io
non so giocare a briscola. Conosco tutti i giochi di carte del mondo, li assimilo in pochi istanti e denoto pure un discreto
culo, tranne quando mi ubriaco giocando a
bestia, ma ho un problema grossissimo:
imparo a giocare e mezz’ora dopo ho già scordato le regole della briscola.
Smentisco eventuali pregiudizi sullo stato dei miei neuroni: questa sfiga la porto con me dall’infanzia.. La briscola proprio no, non mi entra in testa, se non per uscirne in pochi minuti, anche se mentre sono cosciente del suo
magicomondo stravinco.
Eppure
ho avuto i migliori maestri.
1)
GuerinoProprietario di un’industria di doratura nel trevigiano, mio vicino di casa in montagna prima a Fiera di Primiero, poi a Mezzano, per Guerrino la carta è il vero business. A partire dalla
carta moneta, per arrivare alle carte da poker, grazie alle quali credo abbia aperto filiali in tutto il mondo. Ad ogni pic-nic, in ogni serata di neve passata ad appartamenti unificati, ogni volta che andavamo a funghi.. lezioni di briscola. Sfumate
2)
nonna LauraPace all’anima sua, dedicava le sue giornate di anziana a prepararmi da mangiare, mettere in ordine la casa, dire il rosario e giocare a carte con me quando non avevo altro da fare. Ha provato pure a spiegarmelo in umbro, medesimi effetti.
3)
Renso CanarinPersonaggio storico del "Bar Isola" di Isola di Torre, purtroppo venuto a mancare, a suo modo filosofo e sicuramente intelligente, passava ore ed ore a fare tornei.
Ma ti, schersito o feto aposta, dio + aggettivo o sostantivo a scelta, era la sua frase preferita quando mi proponeva di giocare e io, ridendo, gli dicevo di non ricordare le regole.
Per me i
carichi sono oggetti legati a termini quali
bancali,
muletto o
container, per me
motti sono
frasi storiche, od un modo errato di chiamare le
insurrezioni popolari,
per me si va tra la perduta gente.
Mi sento però, in parte, sollevato. Ho scoperto, da confessioni ottenute solo in momenti di crisi estrema o di ubriachezza molesta, che
molta gente, più di quanta potessi immaginare,
ha il mio medesimo "problema".
Quindi chiedo a tutti:
smemorandi della briscola, uniamoci!Eviteremo l’emarginazione, la lapidazione o, se non altro, tornei infiniti a
cavacamisa. Voglio un gruppo di studio sulla briscola, come all’università.
OVOSODO - SNAPORAZ
ci sono cose da fare che vengono in mente, che fanno barcollare
ci son pensieri che a volte ti strizzano il cuore, è un dolce dispiacere
e dentro ti si accende un fuoco, vale la pena amore
col tuo sorriso normale, speciale
m’alzo all’alba e tu sei incinta amore mio
mangio in mensa e resto al mondo a modo mio
ci sono stelle su stelle che toglie il respiro, starle lì a contare
ci son parole da dire che manca la voce, non le puoi pronunciare
e perdo il tempo attorno attorno al mondo, cerco sconti a modo mio
questo stare a aspettare di andare
m’alzo all’alba e tu sei incinta bimba mia
e corro in cerca di un nome a questa malattia
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