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Wednesday, February 01, 2006 - ore 09:15


cinema
(categoria: " Cinema ")


Ieri sono andato a vedere ’i segreti di brokeback mountain’.

Per inciso.. inserire nel titolo di un film che tratta di una storia d’amore tra omosessuali la parola ’brokeback’ mi è sembrato un pò fuoriluogo.. cmq confido nel fatto che sia stata una casualità.

Devo dire che sono andato al cinema un pò controvoglia più per fare un piacere alla persona che è venuta con me che per voglia di vedere il film. L’idea di andare a vedere un film che tratta la storia d’amore tra due cowboys omosessuali ambientata tra le montagne del wyoming (che ogni volta che penso a wyoming mi viene in mente il mio amico che lo diceva ruttando) e le praterie del texas non mi entusiasmava, un pò per l’argomento in sé, un pò perchè sono un pò prevenuto nei confronti delle capacità del cinema americano di rappresentare certe situazioni senza scadere prevedibilmente nel ridicolo e nel grottesco.

Devo, altresì, dire che mi sono ricreduto. I paesaggi sono bellissimi, ma questo era prevedibile. Lo squallore della vita nelle praterie sconfinate e deserte dove l’unica traccia di vita per km è la cacca delle mandrie di vacche per terra è sublime. La pochezza di prospettive che si aprono e si chiudono nel medesimo villaggio di campagna è angosciante. Tutto ciò lo rende un film vero che acquista credibilità. Certo la prima scena di sesso irruento tra i due protagonisti fa un pò impressione (non me ne vogliano coloro che non hanno i miei stessi gusti sessuali) forse più che altro perchè non siamo abituati a veder rappresentati con immagini certi atteggiamenti. Però va dato atto e merito al film che la storia d’amore omosessuale non è mai presa come pretesto per sbattere in faccia allo spettatore scene di dubbio gusto (di cui sono peraltro pieni anche i film più ’ordinari’ ma, al contrario, viene affrontata con delicatezza e senza morbosità.

Il film è importante, un efficace connubio tra ambientazione e argomento scabroso: unisce una feroce e scarna descrizione della prateria americana in cui regnano povertà, mancanza di prospettive, squallore e rassegnazione, con una storia che progressivamente si insinua fino a distruggere dall’interno il taboo del machismo americano nella sua forma più virulenta. Tutto ciò con un delicato viaggio di circa 20 anni in un amore più sognato che vissuto, una storia non-storia fatta di amore corrisposto ma non goduto appieno, un segreto che i protagonisti si portano dentro mentre sono costretti a condurre una vita ordinaria come tutti.
Questa, alla fine, è una storia di scelte, in cui ciscuno di noi si può identificare. Non si può dire che la scelta che i protagonisti fanno sin dall’inizio sia giusta o sbagliata, ma si può vedere come un amore mai compiuto ma neanche mai terminato possa portare all’autodistruzione, alla mancanza di orizzonti, al fallimento totale.

Solitudine

Rassegnazione

Fallimento

Un manifesto della sconfitta più atroce che la vita può infliggerci.

Un film in cui la maggior parte delle persone che hanno conosciuto l’amore può identificarsi.

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