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Wednesday, February 01, 2006 - ore 16:59
Anthea (invece che studiare inglese...)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"

uella che vi voglio narrare è la storia di Anthea, una giovane elfa dai capelli colore della pece e della sua dragonessa Lyme. Molte volte avrete sentito raccontare queste vicende e forse non ci avrete creduto non facendoci caso, prendendola per una delle solite leggende che noi bardi siamo soliti cantare per intrattenervi, ma vi sbagliate, sappiate che tutto ciò che sto per raccontare è realmente accaduto. Proprio qui, a Eldar molto tempo fa viveva un giovane di nome Emilon. Aveva perso i genitori in un incendio quando era ancora un bambino ed ora viveva con suo zio. Era un ragazzo molto silenzioso, spesso girava per il bosco vicino al paese per studiare i vari tipi di erbe. Gli abitanti del paese erano diffidenti nei suoi confronti, credevano che dietro quel silenzio Emilon nascondesse qualcosa, sebbene fosse solo un ragazzo. Un giorno mentre sedeva con la schiena appoggiata ad un tronco la sua attenzione venne attirata da un piccolo sasso chiaro, lo prese in mano e senti un sussurro, una sola parola che sembrava arrivare da lontano, gli si impresse nella mente: “sarn”non aveva bisogno di spiegazioni, sapeva che quella era l’essenza del sasso, il suo vero nome. Il nome nascosto che ogni essere custodisce in segreto. Non aveva idea di cosa comportasse quella rivelazione, ma sentiva che era una cosa importante. Ad Eldar la vita continuò tranquilla e senza grandi novità, finché un giorno non giunse notizia che Exar aveva formato un esercito e che ora stava marciando verso di loro lasciandosi alle spalle una scia di morte.
Exar era il fratello minore del re della Contea, al quale era stato negato il potere. Come tutti i membri della sua famiglia aveva ricevuto un istruzione da mago, ma aveva deciso di servire l’oscurità. Pieno di risentimento per l’incoronazione del fratello, mentre Exar girava per le basse montagne di Edorn gli capitò di vedere una cosa che non a molti umani era concesso vedere: nel torrente Erduin tre splendide creature giocavano a schizzarsi. Rimase immobile a fissarle, non riuscendo a distogliere lo sguardo. Piccole ali semitrasparenti uscivano con naturalezza dalle loro spalle mentre i loro vestiti leggeri ondeggiavano nel vento. Si accorsero subito di Exar e gli sorrisero maliziose. Le ninfe sono strane creature, possono decidere di aiutarti e svelarti frammenti del tuo futuro, ma se vogliono posso distruggerti per sempre. Exar questo lo sapeva, ma catturato dalla loro enorme bellezza non riusciva a muoversi di un solo passo. “Benvenuto umano, noi siamo le tre ninfe della montagna, io sono Aglaia e loro sono le mie compagne: Fhaberian e Cristhel, abbiamo una proposta da farti”. Exar guidato da una forza invisibile avanzò di qualche passo e si sedette su un masso sulla riva del Erduin per ascoltarle. “Eri tu quello che avrebbe dovuto salire al potere, noi lo sappiamo” disse Fhaberian “Noi possiamo farti ritrovare il potere che tu hai perso…in cambio ti chiediamo solo una cosa” dissero insieme. Exar stregato dalle loro promesse diede la sua parola. Grazie al patto con le tre ninfe ottenne forza e poteri magici eccezionali, ma dovette promettere una vita al giorno, altrimenti avrebbe perso la sua. Le ninfe non avevano bisogno di nulla, ma si divertivano ogni tanto a giocare con gli umani come se fossero i loro giocattoli. Erano delle creature capricciose e vivevano da così tanti secoli che ormai ogni cosa le annoiava, per quelle montagne non passavano molti umani e giocare con il giovane Exar era un interessante diversivo. Così Exar era divenuto un guerriero oscuro, un ombra potente, capace di vincere in battaglia milioni di uomini ma legato ad un patto indissolubile con le tre ninfe, che sebbene gli donasse forza e vita eterna lo costringeva ad uno sterminio continuo.
Ma ritorniamo al nostro Emilon. Ad Eldar la notizia dell’arrivo di Exar si stava spargendo. Il piccolo paese si stava organizzando come meglio poteva per l’attacco del nemico. Le donne e i bambini vennero mandati sulle montagne vicine, nei rifugi, per nascondersi. Emilon che era ancora molto giovane venne mandato con loro, mentre suo zio s’apprestava a combattere con una vecchia spada di famiglia. Emilon sapeva che non ce l’avrebbero mai fatta contro Exar e cercò di opporsi e rimanere a lottare al fianco dello zio. Non voleva apparire un codardo, sebbene non fosse molto bravo con la spada, se quello che li aspettava era la morte, allora sarebbe morto con onore. Si nascose all’inizio della foresta e attese l’attacco di Exar. L’esercito oscuro non tardò molto Centinaia di ombre avanzavano verso Eldar. Gli uomini del paese erano pochi e non erano addestrati, la sconfitta sarebbe giunta presto. Emilon da dietro ad un albero si ritrovò a pensare ad una parola, come la volta del sasso, era da allora che non gli capitava, questa volta però la disse ad alta voce: “Brising!” subito piccole luci si sprigionarono sul paese. L’effetto era quello della cenere che vola quando si accende un fuoco, milioni di minuscole particelle di luce riempirono l’aria. Dopo aver guardato il suo operato Emilon si sentì molto stanco, non sapeva ancora bene cos’era successo ma almeno il suo intervento aveva confuso l’esercito di Exar dando l’opportunità agli uomini del paese di attaccare per primi. Fece solo a tempo a nascondersi sotto una grande radice che subito si addormentò. Quando si svegliò dovevano essere passate alcune ore, c’era uno strano silenzio intorno a lui. Il paese era buio, da dov’era lui non si poteva scorgere molto, decise di scendere per andare a vedere. Quando arrivò vide una cosa che lo lasciò senza fiato, le strade erano ricoperte da cadaveri, i corpi erano stati massacrati dall’esercito delle ombre di Exar, in un angolo una donna piangeva “Li hanno uccisi, li hanno uccisi tutti..” riuscì a dire. Emilon sentì la rabbia salirgli dentro, quello che aveva fatto non era servito a nulla, avrebbe dovuto fare molto di più per la sua gente. Camminando per le strade, in preda alla disperazione, ad un certo punto sentì un lamento, si avvicino ad un uomo e riconobbe suo zio, era ricoperto di sangue e stava morendo. Emilon strinse i denti e disse “Giuro che ti vendicherò, ucciderò chi ti ha fatto questo!”....."
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