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Wednesday, February 01, 2006 - ore 23:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Friend This Letter is Long Overdue
Coming on 24th
Drop me a line say if you are there
Jack


Provenivano da due piccole, misere fattorie agli angoli opposti dello Stato: Jack Twist da Lightning Flat, su a nord, a ridosso del Montana; Ennis del Mar dai dintorni di Sage, presso il confine con lo Utah; entrambi ragazzi di campagna che avevano lasciato la scuola alle superiori, senza prospettive, rotti al lavoro duro e alle privazioni, entrambi zotici di modi e di linguaggio, abituati a far vita spartana. Ennis – allevato dal fratello e le sorelle maggiori da quando i genitori erano finiti fuori strada nell’unica curva della Dead Horse Road, lasciando ventiquattro dollari in contanti e un ranch gravato da due ipoteche – a quattordici anni aveva ottenuto una patente speciale per poter frequentare le superiori, a un’ora di viaggio dal ranch. Il furgoncino era vecchio, senza riscaldamento, con un solo tergicristallo e pneumatici malridotti; quando il cambio partì, non c’erano quattrini per rimetterlo in sesto. A lui sarebbe piaciuto diventare un «sophomore», sentiva un che di distinto in quel termine, ma il furgoncino si bloccò poco prima di portarcelo scaricandolo direttamente nel lavoro del ranch.

Nel 1963, quando incontrò Jack Twist, Ennis era fidanzato con Alma Beers. Tutti e due, Jack ed Ennis, dicevano che stavano mettendo da parte quattrini per comperarsi un pezzetto di terra: nel caso di Ennis i risparmi erano rappresentati da una scatola di tabacco con dentro due biglietti da cinque dollari. Quella primavera, famelici di lavoro, si erano iscritti all’Ufficio di collocamento per lavori agricoli e si trovarono accoppiati sulla carta come pecoraio e addetto al campo per lo stesso incarico stagionale, a nord di Signal. La zona di pascolo era su Brokeback Mountain, al di sopra della fascia boschiva: territorio di competenza del Servizio forestale. Per Jack Twist sarebbe stata la seconda estate su in montagna. Per Ennis, la prima. Nessuno dei due aveva ancora vent’anni.

Si scambiarono una stretta di mano nel piccolo soffocante trailer adibito a ufficio, davanti a un tavolo ingombro di carte scarabocchiate e a un portacenere di bachelite traboccante di mozziconi. Le veneziane sbilenche lasciavano entrare un triangolo di luce bianca in cui si muoveva l’ombra della mano dell’intendente. Joe Aguirre, capelli ondulati color cenere di sigaretta, scriminatura al centro, spiegò come la vedeva lui.

«Il Servizio forestale ha stabilito precisi posti di campeggio nei vari appezzamenti. Che si trovano anche a un paio di miglia da dove le pecore pascolano. Brutte predite dovute a predatori, nessuno a sorvegliare le bestie di notte. Ecco cosa voglio: l’addetto al campo resta sul posto indicato dal Servizio forestale, ma il pecoraio» e accennò a Jack con una mano, di taglio, «si piazza una canadese su in alto, vicino alle pecore, nascosto, e là ci dorme. Cena e colazione al campo, ma dorme con le pecore, al cento per cento, niente fuoco e niente tracce. Ogni mattina fa su la tenda nel caso che la Forestale venga a controllare. Hai i cani, il fucile 30.30, e dormi lì. L’estate scorsa ci abbiamo rimesso quasi il venticinque per cento. Non voglio che capiti di nuovo. Tu», si rivolse a Ennis, notando i capelli ispidi, le grosse mani segnate, i jeans strappati, la camicia con dei bottoni mancanti, «tutti i venerdì a mezzogiorno ti fai trovare al ponte con la lista per la settimana seguente e i muli. Ci sarà qualcuno con un furgoncino e le provviste.» Non chiese a Ennis se aveva un orologio: prese da una scatola su uno scaffale in alto un cipollone da pochi soldi legato a un cordoncino, lo caricò, regolò le lancette e glielo gettò come se Ennis non valesse la fatica di allungare il braccio. «Domani mattina vi portiamo all’inizio del sentiero.»

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