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La spada di Shannara - T. Brooks

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STO ASCOLTANDO

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C’è chi, con molto talento, sta pensando di portare migliorie, sotto questo aspetto... ma questo è... solo aspetto.

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Friday, February 03, 2006 - ore 12:52


NO USA!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Chi ha la pazienza e soprattutto la voglia di leggere la parte riguardante la lingua francese della tesina delle superiori del Rozzo, si accomodi pure... è anche tradotta!

La crisi energetica francese negli anni 70-80


La produzione di carbone fossile
Dopo una lenta progressione dovuta alla modernizzazione delle miniere di carbone fossile, dalle “miniere di Francia”, fino al 1960, la produzione è sprofondata: meno di 20 milioni, attualmente. Il declino si spiega dal prezzo irrisorio del petrolio fino al 1974, dalla concorrenza del carbone straniero, meno caro, e dalla difficile e costosa gestione del carbone francese: le vene sono strette e profonde. La crisi del petrolio non ha dato importanza alle miniere carbonifere e la loro chiusura progressiva si concluderà verso il 1985 ad eccezione del giacimento della Loira e di qualche giacimento nell’entroterra di Lione.

L’idroelettricità
Nel 1946, rappresentava la metà della produzione di elettricità francese, adesso, la sua importanza è pari a circa il 30 % perché, anche se il consumo è molto aumentato, i siti sono attualmente tutti equipaggiati. La Francia resta, comunque in testa, nella comunità europea, per la produzione d’energia idraulica grazie alle sue dighe in montagna e all’equipaggiamento del “Filo d’acqua” del Reno e del Rodano.

I gas di Lacq
Si era molto puntato, dopo il 1950, sul gas di Lacq, energia pratica e a buon mercato. Ma la sua produzione non era più sufficiente, e si importavano gas algerini e olandesi. D’altra parte le scoperte incoraggianti fatte recentemente nella stessa regione, non miravano all’indipendenza energetica. La ricerca petrolifera in Francia, nel mar Cantabrico nel golfo di Guascogna , ha dato degli scadenti risultati.

Dipendenza e politiche energetiche
Lo spettacolare sviluppo economico dei decenni 50 e 60 e l’elevazione del tenore di vita dei francesi, hanno provocato un’autentica “sete d’energia”. I bisogni dell’industria e dei trasporti, la meccanizzazione dell’agricoltura, il miglioramento delle comodità amministrative hanno causato, in meno di 25 anni, circa una triplicazione del consumo d’energia. Ma le risorse tradizionali localizzate sul territorio francese non permettono di coprire che una parte dei bisogni nazionali e la Francia fa largamente uso appello all’importazione. Nel 1980, importava il 72,2 % dell’energia che consuma. La politica dell’energia diviene dunque vitale per questo paese. Comporta un rafforzamento dell’economia energetica (per esempio, limitazione del riscaldamento di case o immobili o l’aumento delle tasse sulla benzina), e la diversificazione dei fornitori (per esempio, dalla partecipazione alle ricerche di petrolio e gas nel mar del Nord).
Ancor più che la diversificazione dei fornitori, la Francia cerca di aumentare la sua autonomia energetica. E’ la prima nazione al mondo in materia d’energia solare e il governo sovvenziona in parte l’istallazione di scaldabagni solari nelle case o negli appartamenti. Sfortunatamente, l’insieme dei dispositivi di energia nuova che saranno istallati alla fine del secolo non fornirà che circa il 3% dei bisogni francesi. La scelta del governo è, dunque, indirizzata sulle centrali nucleari, che dovrebbero fornire dall’ 80 al 90 % di energia elettrica necessaria nell’anno 2000 e il 50 %, già nel 1985. Alla costruzione di centrali nucleari sono opposti in particolare gli ecologisti, alcuni scienziati che pensano al concretizzarsi di rischi genetici e alcune persone che sono contrarie allo sviluppo del nucleare. Le autorità gli rispondono in generale che il programma nucleare è una necessità economica. Questa controversia appassiona e provoca spesso dei violenti scontri tra gli avversari del nucleare e le forze dell’ordine.

Le energie nuove
Le fonti d’energia possono essere divise in due grandi gruppi: quelle che sono massicciamente utilizzate attualmente e che vengono chiamate in gergo “classiche o tradizionali”, e quelle la cui produzione è ancora allo stadio di studio e di ricerca e che sono denominate “energie potenziali” ( o ancora “energie di sostituzione&#8221. Queste ultime sono chiamate a torto “nuove”, poiché sicuramente il legno od il vento vengono utilizzati dall’uomo da millenni.

L’energia solare, “carbone d’oro”, di domani, suscita grandi speranze. Il solare ha un posto importante nella maggior parte della proiezione energetica a lungo termine. Utilizzazioni variate: riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda per le abitazioni. Produzione di elettricità, dalla conversione fotovoltaica dell’energia solare in energia elettrica grazie alle cellule solari.

La bioconversione è una forma di utilizzazione dell’energia solare. La bio - energetica raggruppa l’insieme delle fonti energetiche uscite alla conversione dalla fotosintesi dell’energia solare: legno, paglia, rifiuti agricoli, culture energetiche. Si può, per esempio, ottenere dal metano a partire dalla fermentazione dei rifiuti organici agricoli, come la paglia, o ottenere del carburante (alcool come l’etanolo) dalla fermentazione delle “piante energetiche” ( canne da zucchero, barbabietola, topinambur). Queste fonti d’energia - gas o alcool - possono essere utilizzate direttamente convertite in elettricità.

Le energie marine, hanno un enorme potenziale e forme variate
- forza meccanica delle maree trasformata in elettricità nelle centrali a marea (officina della Rance);
- energia dell’onda tecnicamente recuperabile (piattaforme fluttuanti o istallazioni frangiflutti sulle coste)
- gradienti termici delle acque ( differenza di temperatura tra la superficie e le profondità marine) utilizzabile per produrre dell’elettricità.
La geotermia sfrutta il calore naturale del sottosuolo ( che aumenta di 3 °C ogni 100 metri). La geotermia è utilizzata in due modi, principalmente:
La geotermia ad alta temperatura ( zone di vulcanismo attivo ) fornisce degli zampilli di acqua o di vapore ad alta temperatura ( tra i 150 e i 300 °C) direttamente utilizzati per azionare le turbine di una centrale elettrica;
La geotermia a basse temperature fornisce dell’acqua calda (tra 50 e 90 °C) utilizzata a fini domestici o per il riscaldamento delle serre o delle piscine, la fornitura di acqua calda ad alcune industrie.
L’energia eolica. Utilizza la forza del vento ( come gli antichi mulini) per azionare delle pale che producono dell’elettricità o pompano dell’acqua.



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