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Sunday, February 05, 2006 - ore 18:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La campagna elettorale in vista delle elezioni politiche è, sostanzialmente, iniziata già da parecchi mesi; a mio avviso è partita già da ottobre dell’anno scorso, quando ci furono le primarie del centrosinistra.
Come succede sempre in Italia, è presto degenerata: da entrambe le parti prevale la demonizzazione dell’avversario, ad un livello che non si raggiunse probabilmente neppure nel 1948.

Quali effetti avrà la nuova legge elettorale?
Da un sistema prevalentemente maggioritario si passa ad un sistema prevalentemente proporzionale (senza voto di preferenza).
In pratica la persona del candidato non conta più.
5 anni fa c’erano collegi uninominali e candidati che rappresentavano l’intera coalizione; ora ci saranno ciroscrizioni molto più ampie dei collegi, in cui i singoli partiti presenteranno liste bloccate di candidati.
Il voto al partito verrà conteggiato per attribuire il premio di maggioranza alla coalizione di cui fa parte.

Qui nascono le prime ambiguità, tra partiti e coalizioni: le coalizioni italiane sono come minestroni, contengono un pò di tutto, tutto fa brodo, basta che porti qualche voto...

Da una parte c’è la competizione per il governo tra i capi delle coalizioni (Berlusconi-Prodi), dall’altra c’è la competizione interna alle coalizioni tra i partiti che vogliono visibilità.

Quali differenze ci sono tra i vari partiti?
Se è vero che, dopo le elezioni, da una parte e dall’altra vogliono fare "partiti unici", evidentemente le differenze non sono poi così tante.

Il fatto è che le culture politiche tradizionali sono in crisi: cattolici, liberali, socialisti, democratici sono affogati nel minestrone a cui accennavo sopra.

La gente non vota più per un’idea, ma per una faccia.




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