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Monday, February 06, 2006 - ore 17:25
...Che fretta cera?
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Sono estremamente preoccupata: stasera ho lezione di canto.
Vorrei procurarmi un badile.
No, non uso come aste da microfono attrezzi da giardinaggio, e nemmeno la mia insegnante mi porta ad esercitarmi nellorto affinchè non infastidisca il vicinato, è che... arriverà il momento in cui lei mi dirà: "Fammi sentire coshai fatto" e io proverò il bruciante istinto di...sotterrarmiiii!
"Che fretta cera?!?" mi chiedo.
Non riesco nemmeno ad ascoltarla fino alla fine...
E come se la mia anima si librasse in volo e, dallalto, vedendo me cantare quel pezzo come una derelitta nella solitudine del suo "tinello", decidesse sdegnata di "darsi alla macchia".
....E poi cè quel "suono orrendo" che entra a metà della strofa e fa "pot-pot-pot-pot"... ogni volta mi blocco e quasi scoppio a ridere!
Mi sono convinta che il testo parli di uningenua ragazzotta che, nel ribollimento ormonale primaverile che Piero Angela ci ha illustrato minuziosamente in migliaia di documentari, alla prima (e UNICA!!!) trombata, si innamora perdutamente del giovine seduttore (e fin qui potrei anche "compenetrarmi" nella parte... he! he!

) il quale,
oltretutto, era "durato" (..si può dire "durato"?) sì e no... 10 minuti!!!
(Da qui: "Che fretta cera?", appunto).
La cosa che mi chiedo per il resto del brano è: "Ma che stai a piangerti addosso per uno cosìììì!? ...Ma per favore!!!
...E poi la primavera è una stagione stupenda, suvvia!"
(Devo ringraziare di cuore i tHEgHEIO, che da due settimane cercano di infondermi il coraggio di affrontare il pezzo mettendolo solennemente su a inizio prove e interrompendolo solo con brevi commenti che qui non posso riportare...

).
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