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Wednesday, February 08, 2006 - ore 11:44
"Come quando piangevo in corridoio e avevo 5 anni"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
scrive Sweetwine nel suo blog. Le rispondo... perché ciò che ha scritto lei io l’ho provato tante volte. Più in passato che ora, ad essere sincera... (saranno i segni dell’invecchiamento?
)
Il pianto. L’eccedenza liquida della nostra anima....
Il mio ex amore mi chiamava bina (diminutivo di sensibina, contrazione di sensibilina... perché diceva che non aveva mai visto piangere così spesso e "a caso" una persona!

Il mio amore attuale giusto ieri mi ha detto: " ah ma tu sei una persona che piange
A random...
Perché solo i miei amori? Bè, perché alla fine è solo davanti a coloro con cui hai stabilito una forte intimità che ti lasci andare veramente... il resto avviene nella tua solitudine.
C’è il pianto dell’insoddisfazione... quello doloroso che poi ti lascia un gran mal di testa. E quello l’ho provato tante volte. Si piange perché c’è qualcosa che manca ma non si sa cos’è. Perché la tua vita ti sta stretta e non sai perché.
Perché vorresti essere in un altro tempo e in un altro luogo... ma sostanzialmente non sai quale.
Smanie... C’è il pianto della "sim-patia". Piango perché vedo il dolore degli altri e lo faccio mio. Oddio quante volte! La linea 30 a Roma, che mi portava alla Rai di via Teulada, fermava al tribunale. Spesso salivano donne con gli occhi chiaramente provati dal pianto. Altre addirittura piangevano proprio. Chissà... divorzi, affidamenti andati male....fatto sta che finivo sempre per piangere anch’io. Per questo andavo in giro con occhiali da sole anche con la pioggia!
E poi c’è il pianto della bellezza e dell’amore. Quello non lo so descrivere ma so quando arriva. Quando senti che la parola rimane ferma tra lo stomaco e la gola e non esce fuori... perché non ci sono parole per descrivere emozioni troppo forti e troppo magmatiche per essere racchiuse nel linguaggio. Quando senti quell’eccedenza dello spirito che dentro al corpo non sta....
Allora piangi. Piangi perché non puoi fare altro, come i bambini prima di imparare a parlare...
Sul pianto del dolore e della nostalgia non dico niente. Penso l’abbiano provato tutti e sia del tutto normale...
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