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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Wednesday, February 08, 2006 - ore 14:43 De Jong Nuovi economisti È chiaro che leconomia della prossima generazione dovrà essere molto diversa da quella di oggi Internazionale 593, 1 giugno 2005 La maggior parte degli studi di economia si basa su una serie di concetti introdotti allinizio del ventesimo secolo dalleconomista inglese Alfred Marshall. Marshall partiva dal presupposto che "la natura non fa salti". Tuttavia, noi economisti siamo sempre più infastiditi dalla inadeguatezza degli strumenti neomarshalliani che ci siamo costruiti per spiegare il mondo. Lidea è che dovremmo lasciare che il mercato risolva i problemi che abbiamo creato e senza aspettarci che piccoli (o anche grandi) cambiamenti producano effetti enormi. Un balzo tecnologico in avanti capace di far aumentare i salari delle persone più qualificate e colte, per esempio, ne spingerà altre a ricevere unistruzione, ristabilendo lequilibrio così da non far crescere troppo le diseguaglianze. In base allo stesso principio, un paese con un basso costo del lavoro attirerà gli investimenti stranieri, e laumento del rapporto tra capitale e lavoro che ne deriverà farà crescere la produttività. Dovunque si guardi, attraverso gli strumenti di Marshall vediamo che lequilibrio economico riporta tutto alla normalità. Le teorie di Marshall hanno sempre funzionato bene e hanno aiutato gli economisti a capire il mondo. Ma oggi, con il progresso e le nuove conoscenze che abbiamo, cè bisogno di qualcosa di diverso: di uneconomia dei circoli virtuosi, delle soglie e degli effetti farfalla, in cui piccoli cambiamenti producono conseguenze gigantesche. Forse è sempre stato così. In base ai parametri di un secolo fa, viviamo in un mondo incredibilmente ricco. Entro un paio di generazioni non ci saranno quasi più analfabeti in tutto il pianeta. Eppure, anche tre secoli fa la tecnologia fece un balzo in avanti che avrebbe portato dagli orologi meccanici ai mulini ad acqua, dai cannoni alle caravelle, fino alle varietà di riso di Guangzhou che possono essere raccolte tre volte allanno e allallevamento delle pecore merino sulle colline spagnole. Ma tutte queste innovazioni sono servite solo a far crescere la popolazione umana, non lo standard di vita del pianeta. Se oggi dividessimo equamente tutto quello che si produce nel mondo, potremmo avere un tenore di vita dieci volte superiore a quello dei nostri antenati dellera preindustriale? Venti volte? Cento volte? Ha senso fare questa domanda? David Landes cita sempre lesempio di Nathan Meyer Rothschild, che nella prima metà dellottocento era luomo più ricco del mondo e morì per un ascesso. Se avesse potuto scegliere tra la vita che aveva condotto come principe della finanza e unesistenza più modesta come quella di oggi, ma con trentanni in più per veder crescere i suoi nipoti, cosa avrebbe preferito? Senza dubbio, oggi viviamo in un mondo incredibilmente pieno di diseguaglianze. Nella provincia di Xian, in quello che era il cuore dellimpero della dinastia Tang, ci sono ancora famiglie che hanno un ettaro di terreno coltivato a grano e una capra. E in tutto il mondo, ci sono persone che potrebbero comprare quel terreno e quella capra con un giorno di stipendio. Leconomia di Marshall – quella dellequilibrio, degli spostamenti dellofferta e delle reazioni compensative – non ci aiuta a spiegare tutto questo. Perché, in tutto il mondo, gli standard di vita sono rimasti fermi così a lungo? Perché il tasso di crescita ha subìto unaccelerazione così rapida in così poco tempo? Dovè leconomia dellinvenzione, dellinnovazione, delladattamento e della diffusione? Non negli scritti di Marshall. E perché il mondo di oggi è così diseguale che è stato difficile trovare un sistema di redistribuzione che non abbia prodotto di nuovo una divergenza, almeno fino agli anni ottanta? Storici delleconomia come Ken Pomeranz osservano giustamente che prima della rivoluzione industriale, le differenze tra gli standard di vita delle grandi civiltà dellEurasia erano piccole. Alla fine del diciassettesimo secolo, un contadino della valle dello Yangtze aveva uno stile di vita diverso da quello del suo omologo della valle del Tamigi, ma non nettamente migliore o peggiore. Due secoli dopo, non era più così: per la prima volta nella storia, alla fine del diciannovesimo secolo in Gran Bretagna e negli altri paesi in cui si era diffusa la rivoluzione industriale il tenore di vita medio era enormemente superiore a qualsiasi limite di sopravvivenza neomaltusiano. I successi della prima fase dellera industriale furono conseguiti nonostante venisse sprecata una considerevole percentuale di reddito nazionale per mantenere unaristocrazia corrotta, decadente e scialacquatrice; furono conseguiti nonostante la popolazione fosse triplicata, e fosse stata impiegata una percentuale senza precedenti di reddito nazionale nella guerra contro la Francia. Come fu possibile ottenere questi risultati? Quali erano le piccole differenze che alla fine si dimostrarono così fondamentali? Gli economisti ormai si stanno rendendo conto che i problemi più pressanti sono fuori dalla portata degli strumenti forniti da Marshall. È chiaro che, se vuole avere successo e progredire, leconomia della prossima generazione dovrà essere molto diversa da quella di oggi. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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