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Friday, February 10, 2006 - ore 13:14
Par condicio: multa per Liberitutti. Il premier: lAuthority è organo politico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LAuthority per le telecomunicazioni ha multato per 150mila euro Rete 4 per la puntata di "Liberitutti" andata in onda sabato scorso nella quale Irene Pivetti aveva ospitato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
LAutorità ha deliberato a maggioranza di irrogare la sanzione pecuniaria per "violazioni commesse nella trasmissione" e ha imposto alla Rete "lobbligo di dare informazione adeguata della violazione nella medesima fascia oraria prima della data di convocazione dei comizi elettorali."
Per tutta risposta, Silvio Berlusconi ha dichiarato che lAuthority "non è più un organo di garanzia, ma è diventato un organo di battaglia politica". Addirittura, per il nostro bulimico premier "è scandaloso che ci sia questa situazione e che poi si prendano iniziative come questa, assoltuamente ingiustificate. E uniniziativa politica, altro che Authority...".
Dunque la lista dei nemici del premier si allunga. Dopo la Corte Costituzionale, la magistratura, la Commissione Europea, la Confindustria, le cooperative, le televisioni e i giornali (e certamente dimentichiamo qualcuno) è arrivato anche il turno delle Autorità, ree di applicare la legge anche nei confronti di Silvio Berlusconi.
Per Beppe Giulietti, capogruppo Ds in commissione di vigilanza Rai siamo di fronte ad unulteriore dimostrazione della concezione padronale che Berlusconi ha dellItalia. "Il presidente del Consiglio sta dimostrando di essere non uno statista né un politico, ma un padrone che vuole licenziare anche le autorità di garanzia".
Lesponente Ds ricorda poi che "il presidente della Autorità di garanzia per le comunicazioni, il professor Calabrò è stato indicato per quellincarico dallo stesso presidente del Consiglio Berlusconi. Laggressione di queste ore contro una decisione assolutamente dovuta, scontata ed evidente è una aggressione contro lautorità stessa che per il premier non deve svolgere il ruolo di arbitro, unautorità che è nel mirino di Berlusconi da quando ha votato un regolamento recependo sostanzialmente spirito e lettera delle indicazioni del Presidente della Repubblica".
Inoltre le dichiarazioni di Berlusconi sono definite da Giulietti "gravissime" ed "eversive" contro le istituzioni. "Berlusconi non ce lha né con Prodi né con i comunisti, ma con lo Stato di diritto".
"Questo - conclude Giulietti - dovrebbe preoccupare qualsiasi cittadino moderato, liberale, anche se elettore del centro destra. Prima o poi saranno travolti anche loro da questa furia che appare sempre più frutto della paura e della disperazione, ma che non va sottovalutata".
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