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venerdì 10 febbraio 2006 - ore 17:55
MI DISSOCIO CON DISPIACERE...E MI VERGOGNO!
(categoria: " Pensieri ")
"Mal di fede" l’ha intitolata Gianluca Versace la puntata di "Live" di questa settimana su Canale Italia. Col senno di poi... sarebbe stato più azzeccato il titolo
"Mal di vivere" .
Una vergogna! Voluta, cercata, sostenuta.
Come prete che collabora in questa rete televisiva, prendo le distanze con dispiacere e rammarico nel vedere che, pur di fare ascolti, si "annacqua" la fede in maniera indegna e indecente.
La comunicazione e l’informazione vera non penso passino necessariamente per le oscenità volgari di ospiti inadatti nell’atteggiamento a parlare di temi così delicati. Se quelli sono programmi "trash" (spazzatura), non coinvolgete, per favore, il mistero della fede cristiana.
Una cosa è
Maurizia Paradiso , altra cosa, semmai, è
Claudia Koll che della sua "conversione" ci parla in maniera elegante e discreta.
Nel caso servisse per qualche altra puntata di "Live" che volesse "ricucire" questo pesante gap... ci metto un pezzo di un’intervista fattale dal giornalista Mauro Harsch:
Dopo la conversione cos’è cambiato concretamente nelle tue scelte di vita, nel quotidiano?
La conversione è qualcosa di profondo e continuo: è aprire il cuore e cambiare, è vivere concretamente il Vangelo, è opera di rigenerazione basata su tante piccole morti e rinascite quotidiane . Nella mia vita cerco di ringraziare Dio con tanti piccoli gesti d’amore: occupandomi dei bambini, dei poveri, superando i miei egoismi… È vero che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. A volte, dimenticando noi stessi, si aprono nuovi orizzonti.
Tu sei testimone della fede cattolica vissuta nella pienezza e nella gioia. Che cosa vorresti dire ai giovani lontani dalla fede e a coloro che hanno abbandonato il cristianesimo e la Chiesa per abbracciare magari altre religioni o altre filosofie di vita?
Vorrei dire loro che l’uomo ha bisogno del Trascendente, della presenza di Gesù Risorto che è la nostra speranza. Rispetto ad altre religioni noi abbiamo un Dio che ha anche un volto; un Dio che ha sacrificato la vita per noi e che ci insegna a vivere in pienezza e a conoscerci. Fare esperienza di Dio significa anche entrare nel profondo del nostro cuore, conoscerci, e crescere quindi in umanità: questo è il grande mistero di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Oggi, amando Gesù non posso non amare l’uomo, ho bisogno dell’uomo. Essere cristiani significa amare il fratello e ricevere il suo amore, significa sentire la presenza del Signore attraverso i nostri fratelli. L’amore per Gesù ci fa vedere il prossimo con occhi diversi. Qual è secondo te il motivo per cui molti giovani abbandonano la Chiesa? La nostra società non ci sostiene in un cammino spirituale, è una società molto materialista. L’anelito dell’anima tende verso l’alto, ma poi in realtà il mondo ci parla di tutt’altro e non ci sostiene in una ricerca autentica di Dio. Anche la Chiesa ha le sue difficoltà. Non dobbiamo in ogni caso dimenticare che Essa è il Corpo mistico di Cristo e va quindi appoggiata, dobbiamo rimanere nella Chiesa. Non bisogna identificare la persona con Dio: a volte le colpe di una persona diventano motivo per cui non si crede o si smette di credere... Questo è sbagliato e ingiusto . Come potete ben capire, è sempre lo stile a fare la differenza!
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