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Tuesday, February 14, 2006 - ore 19:23 ETICA #1 Lo schema morale aristotelico è così composto: (1) la concezione della natura umana spontanea (2) la concezione dei precetti dell’etica razionale (3) la concezione della natura umana quale potrebbe essere se realizzasse il suo telos. Ogni elemento è intellegibile soltanto a partire dagli altri due. Esiste dunque un contrasto fondamentale fra (1) l’uomo com’è di fatto per motivi contingenti e (3) l’uomo come potrebbe essere se realizzasse la sua natura essenziale: l’etica è quella scienza che deve mettere l’agente morale in condizione di realizzare il passaggio da (1) a (3), cioè da ciò che è qui ed ora a ciò che aspira ad essere in quanto realizzazione di se stesso. In epoca moderna, con l’imporsi della razionalità calcolatrice e con l’rreparabile separazione tra Dio e l’uomo operata dalle diverse versioni del protestantesimo, decade l’elemento teleologico, e ciò che resta è la sopravvivenza di una relazione abbastanza confusa tra (1) una visione della natura umana spontanea da un lato e (2) un insieme di ingiunzioni che hanno lo scopo di educare e migliorare l’individuo dall’altro, ma che non derivano logicamente dall’uomo così com’è. Private del loro contesto teleologico, tali ingiunzioni assumono la forma di qualcosa cui la natura umana tende a disobbedire: qualunque tentativo di riabilitare la morale all’interno di questo schema è destinato a fallire perché si propone di accordare cose che, in origine, sono state progettate per essere in disaccordo. La cultura moderna è pertanto l’erede di frammenti incoerenti di uno schema un tempo coerente di pensiero e di azione. Noi ne siamo il risultato. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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