
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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mercoledì 15 febbraio 2006 - ore 10:18
igienismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vorrei spezzare una lancia in favore dell’igiene intima e della pulizia personale in generale. Al di la della maniacalità, credo che la pignoleria in alcuni casi sia vantaggiosa, per il singolo e per la comunità.
Ammetto che possa essere noioso doversi fare la doccia ogni mattina, ammetto che il deodorante possa creare irritazioni, ammetto che fare la lavatrice non sia un hobby prediletto, ammetto anche che certi sfiati non possono essere controllati, tantomeno la sudorazione. Ognuno di noi ha gas corporali da espellere, chi più chi meno. Ma a tutto c’è un limite:
decenza vuole che se la situazione si ripeta in modo perturbante e ossessivo, vi si ponga rimedio. Sfogati nel modo giusto e lontano dall’ambiente comune, sono quotidianità lecita ed inopinabile. Sostengo quindi, e credo a ragione, che per tutti gli altri casi sia fondamentalmente una questione di rispetto.
C’è una signora in biblioteca, viene ogni giorno. Avrà i suoi 50 anni, quindi è particolarmente riconoscibile e visibile col suo grasso superfluo nel piccolo universo di studenti universitari che ciondolano nell’edificio. Viene frettolosamente indicata come La Signora, o più puntualmente (per pochi involontari innocenti intimi)
Vix. Apre il naso. Emana disgrazie balsamiche da ogni poro, riesce a sbloccare un influenzato cronico, con un olezzo paragonabile solo a un cucciolo che ha passato la notte fuori alle intemperie - forse l’immagine è troppo delicata, mettiamola così, sa di cane bagnato.
Indossa scarpe da ginnastica
zeppate, jeans cinesi e un set di pile, generalmente 3 stratificati: sotto bianco, poi blu, in superficie rosa (fa risaltare l’olio dei suoi capelli). Uno dei 3 pile, quando le temperature salgono, si tramuta in maglia di cotone (generalmente non quello rosa, non sia mai). La biblio non ha quello che osando si possa definire un clima polare anzi, dovendo fare proprio un’analisi ironica e sintetica, direi che si avvicina più a palme e pappagalli che a tek e pinguini. Vix è inavvicinabile. Nessuno ha mai tentato l’impresa di parlarle, di sfogarsi con lei per l’aria divenuta irrespirabile in tutta la sala studio, di carpirle il segreto del suo successo. Imparagonabile, ci sono record per ogni categoria dello scibile e del possibile. Vix ha la sua medaglia d’oro, inconfutabile.
Ma la biblioteca offre una vasta gamma di profumi, non ci facciamo mancare niente (un po’ come i
mille gusti più uno di Harry Potter). Infatti ci sono ragazze e ragazzi, che non vado ad indicare troppo specificamente per la loro dignità (della signora ormai ignoro il lato umano) che si atteggiano a superfioi dea piazza con ascelle pestifere che nemmeno un ragioniere ad agosto senza aria condizionata. Ve n’è uno in particolare, un giovane trevigiano medio con l’espressione idiota, seguito come da uno stuolo di paggi da un odore acre, pungente, e fetente. Esperienza vuole che io abbia scoperto i conati di vomito per un odore, cosa che mai mi era capitata.
Mi chiedo allora quali genitori permettono alla propria prole di girovagare impudicamente e impunitamente per la città con un alone di fritto misto kebab addosso. Evitate l’imbarazzo ai vostri figli e piazzate una doccia sull’uscio di casa, o un mini autolavaggio per esseri umani davanti alla sua camera.
Ma torniamo al fattore
decenza/rispetto, che mi preme maggiormente. Sorge spontaneamente una domanda, un quesito esistenziale dal quale dipende la sopravvivenza del piccolo universo biblioteca, al quale poc’anzi accennavo. Come può una persona che ritiene necessario avere una vita sociale e frequentare luoghi pubblici non rendersi conto di fare terra bruciata intorno a se? Quale infima persona o quale problematico setto nasale non riconosce il proprio pestifero odore e ingenuamente si chiede come mai le persone non riescano a stargli vicine?
Vorrei spezzare una lancia in favore di quelli che per amor proprio e della
razza umana utilizzano a modo bagnoschiuma, deodoranti e creme anti sudorazione. Vorrei spezzare una lancia in favore di quelli che si lavano, perché a parlare di puzzoni i bravi ragazzi passano sotto silenzio.
Vi amo, uomini e donne usufruitori di docce e vasche da bagno, vi amo e vi rispetto.

Riporto una citazione anonima, un sentito dire che ho immediatamente fatto mio, e comunque sempre relativo ad odori corporali non accettabili da esseri umani.
“Quello lì c’ha l’arbre magique alla merda”. Scusatemi la scurrilità, ma non trovavo espressione più perfettamente adatta alla descrizione che avevo sulla punta della penna.
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