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Wednesday, February 15, 2006 - ore 12:25 George Harrison 2° Parte La tecnica. La tecnica di George, di primo acchito potrebbe sembrare semplice ed elementare ma non è così. Egli possedeva, presenza, raffinatezza, buon gusto nel fraseggio, pulizia nel suono, sapeva intervenire al momento giusto senza manie di invadenza o protagonismo e soprattutto possedeva intelligenza nella tessitura delle note. Il suo tocco era così peculiare che decine di chitarristi sono caduti inesorabilmente nel tentativo di imitare uno dei suoi più celebri assolo, compresi quelli che si sono avvicendati nelle band di McCartney. In tutte le registrazioni live o no del primo periodo comprese anche quelle di pessima qualità, è evidente la precisione e la nitidezza dei suoi interventi. Qualsiasi gruppo beat dell’epoca avrebbe pagato oro per averlo nella propria band. ![]() Tuttavia ebbe una lieve flessione verso la metà dei 60 probabilmente per una forte inclinazione verso l’India e il sitar. Cominciavano ad emergere chitarristi del calibro di Clapton o Jeff Beck (ambedue con gli Yardbirds) ed Harrison sembra si stacchi un po’ dal suo strumento principale lasciando il posto spesso e volentieri a McCartney perfino negli assolo dei suoi pezzi! Infatti Paul è l’autore del bellissimo assolo di “Taxman” una delle più belle canzoni di George. Già in precedenza, egli aveva suonato delle parti di chitarra solista in brani come “Ticket To Ride”, “Drive My Car”, “Another Girl” “Sgt. Pepper’s” “Fixin A Hole” e sicuramente in diverse altri occasioni. Qui potrebbero esserci tutti gli elementi per la caduta di un mito, ma io non lo penso affatto. Credo che George abbia fatto molto di più di qualche assolo di chitarra. Privi di quell’influenza orientale, portata da George all’interno del gruppo, album come “Revolver” o Sgt. Pepper,s” o “White Album” non esisterebbero nemmeno e perle come “Strawberry Field Forever” o “Lucy In The Sky” probabilmente non sarebbero mai state scritte. George tuttavia, suona alla grande su “White Album”, “Abbey Road” e “Let It Be”, (anche se su Get Back, Lennon è alla chitarra solista) scrivendo anche i suoi migliori pezzi come “Something” e “Here Comes The Sun”. George solista. Sciolti i Beatles, George si ritrovò in mano una miriade di canzoni impossibilitate dall’ essere inserite negli album dei Beatles, poiché schiacciato dallo strapotere di Lennon – McCartney, ma da realizzare addirittura un triplo album solista, “All Thing Must Pass”. In quel periodo George spinto da slancio umanitario, organizzò il “Concert For Bangla Desh” , un po’ come Bob Geldof per il “Live Aid ” e il “Live 8”. Anche qui George è stato un precursore e cioè, il radunare il maggior numero di Rock Star per farle suonare in un concerto per poi donare il ricavato ad associazioni umanitarie. (Peccato che il Bangla Desh, per una miriade di cavilli burocratici, non ricevette neanche un centesimo inducendo qualcuno ad intascarsi i soldi). Tutte Le Rock Star che parteciparono al Concert for Bangla Desh, finirono ad essere ospiti anche nel suo triplo album di esordio, appunto “All Thing Must Pass”. L’album conteneva un pezzo, “My Sweet Lord” la celebre hit che meglio rappresenta il suo stile, ma che fu ritenuta un “plagio” da dover versare agli autori originali una gran parte delle “royalty” (il guadagno di ogni disco venduto). Infatti il pezzo assomiglia troppo a”He So Fine” delle “Chiffons” e la condanna fu inesorabile. Il paradosso è che sebbene il pezzo sia o non sia copiato, credo rappresenti al 100% lo stile di Harrison solista, uno stile che caratterizzò praticamente tutti i suoi album e cioè l’introduzione dello “Slide Guitar” sopra la base costituita da un “tappeto” di chitarre acustiche. ![]() Il fatto che George non usò mai questo stile con i Beatles nemmeno nell’ultimo periodo, resta per me un mistero. Credo che lo strumento per la tecnica dello “slide” che all’origine era un collo di bottiglia, da qui il nome “bottle-neck” sia stato rubato al blues e alla tecnica delle “Steel Guitar” ma c’è chi sa la storia meglio di me pertanto dirò solamente che George ne fece grande uso e in maniera eccellente, sicuramente con la tecnica diversa del blues, tuttavia diventando assieme a Ry Cooder uno dei migliori del mondo nel suo genere. Lo stesso Clapton dichiarò più volte la sua invidia di come George usava lo slide. Fine 2° Parte COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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