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Wednesday, February 15, 2006 - ore 21:19
differenze
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mi sto preparando per un colloquio che forse non avverrà mai. (sono sopravvenuti fatti che non mi sono piaciuti e che indicano che per l’ennesima volta i raccomandati vincono)
comunque.
sto lo stesso approfittando di tutto il materiale che mi ero procurata per l’occasione e nonostante i fatti abbiano fatto vacillare la mia passione per l’integrazione sociale di tutti i stranieri del mondo, scopro che lo studio di questo ambito mi piace e mi appassiona.
mi sono iscritta ad un seminario sull’orientazione ed integrazione dei cittadini stranieri no comunitari ed ho proprio voglia di farlo. c’è anche un master on line che comincia a marzo, "Especialista Universitario en Inmigración". sembra un gran titolone...
comunque, ho scoperto che la legge spagnola sull’immigrazione è praticamente uguale a quella italiana e che tutto è frutto di Schengen e di accordi europei. Mi spiego. Ci hanno venduto la moto (come si dice qui) dell’Unione Europea quando lo è veramente in campi specifici, economici. Hanno tolto le frontiere dentro l’Europa ma rafforzato all’inverosimile quelle europee, per sentirci tutti di un unico paese. Per combattere la delinquenza internazionale e non favorire l’immigrazione legale.
MADDECCHE’?!?!
L’illegalitá esiste dentro l’Europa e fuori in maniera allarmante. Intanto si stanziano montagne di soldi per arginare un vaso che trabocca incessantemente e non si fa niente contro i datori di lavoro delinquenti e sfruttatori, contro la tratta di persone, contro la violenza, contro il razzismo e la discriminazione. tutto va avanti così da anni, ben nascosto. da quando paesi come l’italia e spagna si sono trovati di colpo a essere paesi d’immigrazione, spaventati non sono riusciti ad offrire nientaltro che aria.
eh, ma cosa abbiamo da offrire noi, che non c’è neanche lavoro per noi e poi che stiano a casa sua e che si risolvino i problemi da loro sti schifosi extracomunitari...no?!?!?!
beh, menzionando, solo menzionando la storia di morti di fame che eravamo e la miriade di gente europea che se ne è andata lontano a farsi letteralmente il culo, sono giunta che la unica opzione per me giusta ed equilibrata sarebbe la totale apertura delle frontiere. anarchica, lo so. ma non si possono regolarizzare solo gli stranieri che vanno a fare i muratori o saldatori. Abbiamo forse paura di persone qualificate, magari più di certi connazionali, che tolgono lavoro ai nostri laureati? beh, è giusto così. l’uomo è nomade, per natura dall’età preistorica. e credo nella totale mescolanza, è vitale e darebbe a tanti, se non a tutti, la forza per migliorarsi.
diversity is lifes’ strongest card
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