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Thursday, February 16, 2006 - ore 08:32 George Harrison 3° Parte (ultima) Discografia. La produzione di album di George è sempre stata abbastanza discontinua. Dopo l’exploit di “All Things Must Pass” del 1971, George ha pubblicato in tutto nove album ufficiali dei quali ben sei dal 1971 al 1978 e solo tre negli anni 80. Oltre a questo, egli pubblicò due“Best”(uno nel 1976 e uno nel 1989), due Live uno nel 1971 e uno nel 1992 e due nell’era Beatles (“Wonderwall Music” 1968 e “Electronics Sound 1969”) nel quale anche qui George fu il primo dei quattro a pubblicare lavori solisti. L’ultimo di George “Brain Washed” 2002, il 10°, è stato pubblicato dalla moglie, un anno dopo la sua morte. Tralasciando per un attimo i Live e i Best, direi che i migliori album in assoluto a mio parere sono il primo, “All Things Must Pass” e l’ultimo, “Cloud Nine” che si avvalora di collaborazioni di altri artisti e che fu spinto su in classifica dall’ hit commerciale “Got My Mind Set On you”. Dispiace affermare che molti dei suoi lavori sono inferiori alla media o meglio, non all’altezza del suo primo album capolavoro. Tuttavia in tutti i suoi album è sempre presente qua e là qualche ottima perla “chitarristica”. Bellissimo il pezzo “Greece” contenuto nel album “Gone Troppo”. Uno strumentale con intrecci magici di numerose chitarre con lo “slide” raddoppiato numerose volte. Interessantissimo il progetto dei Traveling Wilburys (1988) che assieme a Tom Petty, Bob Dylan, Jeff Lyne e Roy Orbison, George diede vita ad un super gruppo, durato lo spazio di due divertentissimi album. Per l’occasione i cinque si diedero dei pseudonimi. George scelse Nelson Wilbury. L’hit del primo album era "Handle With Care". Ritornando ai due album Live: uno è il già citato “Concert For Bangla Desh”, mentre l’altro, “Live In Japan”, vede la band di Eric Clapton al gran completo (con Clapton stesso) messa a disposizione di George per una tournee suonando splendidamente tutti i suoi successi dai Beatles in poi. Altri album che personalmente ascolto volentieri sono “George Harrison” (1979), del quale Eric Clapton nel suo ultimo lavoro riprende una canzone, “Love Comes To Everyone” (suonò anche nel pezzo originale), poi “Somewhere In England” (1981), e “The Best Of Dark Horse 1976 – 1989” (1989). ![]() In termine di singoli George ne ha fatti molti dei quali alcuni splendidi: “Give Me Love”, “What Is Life”, “You”, “Dark Horse” nella quale si percepisce una vistosa afonia vocale di George per una forma di laringite acuta avuta in quel periodo (1974), “All Those Years Ago” dedicata a John Lennon; bella “Blow Away” del 1979 e la perla “When We Was Fab” dall’ultimo album “Cloud Nine”. Equipaggiamento di George. Recentemente un certo Andy Babiuk ha pubblicato “Beatles Gear”, un ottimo libro su tutta la strumentazione dei Beatles dalla primissima chitarra di Lennon del 56 al periodo di Let It Be. Qui menzionerò solo le chitarre più celebri usate dal vivo e in studio con i Beatles. George Harrison è un “Fender-Stratocasterista” mancato...almeno i primi tempi! Nel 1961, in una delle tante scorribande di Amburgo, notò una Fender Stratocaster dalla vetrina di un negozio. Racimolò i soldi per comprarla ma gli fu soffiata sotto il naso dal chitarrista di “Rory Storm & The Hurricanes” il gruppo di Ringo Starr in tounee da quelle parti. Chissà come sarebbe stato il sound dei primi Beatles con la mitica Fender. Tuttavia la usò abbondantemente a partire dal 65 e in tutto il periodo da solista. ![]() Nel periodo 59 – 61 circa, George usava una “Futurama”, una chitarra di produzione cecoslovacca, che aveva tre pulsanti del tipo interruttore della luce che servivano ad azionare i tre Pick Up. Come amplificatore usava un Selmer Truvoice Stadium e subito dopo un Gibson GA-40 Les Paul Amp. Nel 62 arrivò la sua prima “Gretsch Duo Jet” con pick up “De Armond” a bobina singola, che la leggenda dice l’abbia acquistata per poche sterline da un marinaio ed è quella che si può sentire nei primi due album. Anche gli ampli sono nuovi ed ecco il primo Vox AC30 con il cabinet bianco. ![]() Harrison aveva anche un’altra Gretsch simile alla Duo Jet e cioè una Jet Fire Bird, con pick up “Filtertone” a bobina doppia, usata pochissimo mentre in acustico usava una Gibson J-160E dotata di un pick up al manico e una chitarra classica, una “Ramirez” con corde di nylon . Con i soldi dei primi successi beatlesiani acquistò un’altra Gretsch mod. Chet Atkins Country Gentleman, che usò parecchio dal vivo e nel primo tour americano passa dal Vox AC-30 al Vox AC50 con testata e cassa. Altra Gretsch, questa volta il mod. “Chet Atkins Tennessian” che cominciò ad usare dall’agosto del 64 fino a tutto il 65 alternandola con la Rickenbacker 360/12 collegate ad enormi amplificatori Vox AC 100. Verso la fine del 63 Harrison aveva un’altra Rickenbacker, il raro modello 420/6 corde dotata di un solo pick up e che gli fu stata rubata. Un modello uguale è esposto all’ “Essemusicstore” di Montebelluna. Nel 65 in studio, usava spesso una Fender Stratocaster azzurrina, (vedi assolo di Nowere Man) che due anni dopo fu ridipinta con colori psichedelici e nel 66 andò in tour con una “Epiphone” mod. “Casino” sunburst (sfumata) dotata di leva vibrato “Bigsby” che alternava dal vivo con una nuova Rickenbacker 360/12 corde diversa dalla precedente con la quale eseguiva “If I Needed Someone”. La Epiphone venne usata fino all’ultimo concerto dal vivo dei Beatles. Raramente in tour tra il 65 e il 66 George usava anche una Gibson ES-345 con “Varitone. In studio e nel clip di Paperback Writer George ha una Gibson SG Standard, detta “diavoletto”, per i due cornetti che la contraddistingue. Dalle foto del 67 durante le sessioni di registrazione di Sgt. Pepper’s , si vede spesso George ancora con la sua Epiphone, o la Fender ridipinta collegate ad un Vox Supreme che aveva la cassa più larga della testata. Nel 68 Eric Clapton regalò a George una Gibson Les Paul Standard colore rossa con la quale eseguì l’assolo di "Something". Nel clip di Hey Jude, Gorge suona un “Fender Bass VI” ovvero un basso a sei corde accordato con gli intervalli di una chitarra, però un’ottava sotto. Questo particolare strumento si vede spesso nel film Let It Be suonato spesso anche da John Lennon. Sempre nel film Harrison predilige una stupenda Fender Telecaster Rosewood che usa anche sul concerto del tetto e un’acustica Gibson J-200. Gli amplificatori Vox , nel periodo 68 – 70 sono stati sostituiti con i Fender Twin Amp Silver Face. Con questo concludo la “trilogia” dedicata ad uno dei chitarristi più compianti della storia del rock, il buono e taciturno George. Non voglio parlare della sua malattia o della sua sofferenza perché in questa sede ho voluto rendere omaggio al musicista e chitarrista George, mentre all’uomo, il migliore omaggio è tenere sempre vivo dentro di noi , il suo ricordo. Ciao George! Tra 9 giorni è il tuo 63° compleanno. Alcune foto di George Harrison. ![]() George con Roger McGuinn e Bob Dylan ![]() I Travelin’ Wilburys ![]() George e la moglie Olivia LEGGI I COMMENTI (6) PERMALINK |
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