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martedì 27 maggio 2003 - ore 22:06
Hotel Ergife
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stasera fa un caldo bestiale e mi viene in mente una serata dei primi giorni di luglio dell'anno scorso all'hotel Ergife a Roma. L'hotel Ergife è un supervalutato alveare di persone nella periferia Romana, zona Aurelia. Viene spesso affittato per congressi di partito, tanto alla fine della giornata di dibattito la gente è talmente rincoglionita da non riuscire a distinguere una stalla da una suite ed un comportamento da boy scout da quello di un serial killer. All'entrata ci si accorge immediatamente dell'aspetto "carcerario", il cancello è leggermente alto. Si narra che un tempo, per colpa di un inserviente poco furbo, l'intero staff si fosse chiuso fuori e per l'occasione la salvezza dell'albergo fu Sergej Bubka che battè un nuovo record di salto con l'asta per entrare. Un lungo viale con piantine di ogni tipo (tranne quelle proibite, mi spiace per chi già aveva rizzato le orecchie od aguzzato la vista) accoglie i malcapitati clienti nella stanza delle prime torture: la hall. Corridoio lunghissimo, un complesso immenso e DUE ascensori. I receptionist parlano in romano, filippino, tunisino. L'eccezione è costituita dal facchino che parla italiano, ma si dice sia stato licenziato. La lunga corsia è a pois, creati artigianalmente con un numero imprecisato di mozziconi lasciati morire. Ma veniamo al lato più interessante: le camere. Trattasi di stanze larghe più o meno 2 metri e mezzo, altre idem, profonde (non nel senso di poetiche) a caso. Ogni stanza termina con un terrazzino inutile, in quanto è facilissimo chiudersi fuori, non c'è maniglia esterna né fermo di sicurezza. Durante il congresso radicale sembrava di trovarsi ad un concerto all'arena di Verona, guardando gli altri terrazzini, a seconda del grado di "credo" nel partito, si vedevano lumini (sigarette), torce (sigari), fumogeni (trombe) ovunque. I cori venivano dal settore ristorazione/divertimento. Al piano terra, a fianco della piscina, c'era un bar-balera che passava pezzi dal latino-americano all'american-latino. Una vasta scelta, dalle 10 della mattina alle 2 di notte. Della serie, meglio sentire le conferenze. Non parliamo poi dell'eccezionale ristorante. Un albergo 4 stelle dove ti dicono "o te pigli la pasta o salti er primo". Fantastico.
Ergife, aspettami. Sto per tornare.
INTERSTATE LOVE SONG - STONE TEMPLE PILOTS
waiting on a Sunday afternoon
for what I read between the lines,
your lies.
feelin' like a hand in rusted shame
so do you laugh or does it cry?
reply?
leavin' on a southern train
only yesterday you lied,
promises of what I seemed to be
only watched the time go by,
all of these things you said to me.
breathing is the hardest thing
to do. with all I've said and
all that's dead for you,
you lied - good bye
leavin' on a southern train
only yesterday you lied
promises of what I seemed to be
only watched the time go by,
all of these things I said to you.
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