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Friday, February 17, 2006 - ore 23:41
Mancassola e i racconti sul sopravvivere
(categoria: " Pensieri ")
Primo appuntamento all’osteria Re Porco di via San Pietro a Padova, all’insegna della letteratura dei giovani talenti veneti. Il protagonista è stato Marco Mancassola, vicentino classe 1973, che ha presentato il suo nuovo libro "Il ventisettesimo anno: due racconti sul sopravvivere", edito dalla Minimum Fax. Presenti anche il giornalista Ernesto Milanesi, Giulia Belloni della Meridiano Zero e l’interessante artista Pierantonio Tanzola, autore delle fotografie che si trovano all’interno del lavoro di Mancassola. Il reading inizia subito con una scheggia dal passato di Marco, un frammento dal suo racconto Ragazze, tratto dall’antologia ’Coda. Undici under 25 nati dopo il 1970’ curata da Giulio Mozzi e Silvia Ballestra: non è un caso, perché il tema della perdita è presente anche nei due nuovi racconti. Quello che cambia è il modo in cui i protagonisti reagiscono alla perdita, evidenziando una certa ambiguità nei loro sentimenti. Le foto di Tanzola non illustrano i racconti, ma si pongono semmai come un terzo racconto, contribuiscono a rendere ancora più onirica l’atmosfera attraverso suggestioni (giochi di oscurità e flash sono ricorrenti nelle foto in bianco e nero). Per la prima volta nella carriera di Mancassola, in questo breve libro non c’è una colonna sonora, ed è capitato che alcuni lettori gli abbiano scritto, o l’abbiano incontrato, segnalando o portandogli su CD la colonna sonora che loro hanno pensato per accompagnare queste pagine.
Nel primo dei due racconti la narrazione è più intima, eppure è in terza persona; nel secondo si avverte un senso di distanza, il protagonista non si vede ma si parla di lui in un pub, come fosse un approssimativo pettegolezzo. Il ventisettesimo anno è quello in cui Hans racconta del suo fratello maggiore, morto a 27 anni: se da una parte vuole guardare avanti e vivere la propria vita, dall’altra non riesce ad emanciparsi dallo spettro del fratello, specie quando indossa i suoi vestiti. Perché questa dualità di sentimenti? Perché essi non hanno logica, ci spiega Mancassola: la buona letteratura, secondo lui, è quella che sa spiegare qualcosa di illogico attraverso un linguaggio che sia logico e comprensibile. Prima e dopo la presentazione del libro abbiamo ascoltato una scelta di brani musicali, ma di techno-romantic non ho sentito pressoché nulla; i gusti dello scrittore, londinese di adozione, sono ricercati, si passa dai Mogwai ai Broken Social Scene, da una Personal Jesus reinterpretata da Johnny Cash agli Architecture in Helsinki. Nel corso dei prossimi incontri saranno presentati libri di Gianluca Morozzi, Giorgia Lovisotto (in una risposta italiana alla più celebre Bridget Jones...), Davide Tessari e Mattia Signorini, ex compagno di corso e autore di Severo American Bar per la PeQuod.
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