Quando si parla di un film, è facile cadere nella tentazione di inserire degli
spoiler che non permettono al lettore di gustarlo appieno; e questo è ancor più vero se si tratta di Match Point, ultimo lavoro del maestro Woody Allen, che lascia col fiato sospeso per tutto il tempo e che ha un finale a dir poco imprevedibile. Ora che il film sta sparendo progressivamente dalle sale per lasciare spazio a nuove pellicole, tuttavia, molti l’avranno già visto; chi lo attende in DVD
salti questo post. Chi scrive non è un grande conoscitore di Woody Allen, di conseguenza non saranno fatti paragoni con Crimini e misfatti del 1989. Posso però dire che si tratta del film più soddisfacente che ho visto negli ultimi mesi, in seguito alla delusione del celebrato e pluripremiato
I Segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee.

Un dì, felice, eterea, mi balenaste innante
e da quel dì, tremante, vissi di ignoto amor... "Ci sono momenti, in una partita di tennis, in cui la palla colpisce la parte alta della rete e per una frazione di secondo non sappiamo se la supererà o se cadrà indietro. Con un pizzico di fortuna la palla supera la rete e vinciamo la partita ma senza fortuna ricadrà indietro e perderemo". La storia è ambientata a Londra, per la prima volta in un film di Allen.
Chris Wilton (Jonathan Rhys-Myers) è un tennista irlandese, che ha rinunciato alla sua carriera e inizia a dare lezioni nella Londra più elitaria e agiata; nelle prime scene fa amicizia con
Tom Hewitt, con cui condivide l’interesse per l’opera lirica. Una volta presentatosi alla famiglia Hewitt, Chris inizia a frequentare sua sorella
Chloe, ma sarà decisivo un altro incontro, quello con la fidanzata americana di Tom,
Nola Rice (Scarlett Johansson). Nola, un’attrice che fa provini su provini senza ottenere buoni risultati, è malvista dalla madre di Tom; Chris sposa Chloe e inizia la sua scalata sociale quando il suocero gli procura un ottimo posto di lavoro nella sua compagnia, ma torna ad incontrare Nola quando lei si separa da Tom. Il personaggio di Chris è perfettamente ambiguo, e Rhys-Myers si rivela particolarmente adatto per la parte (un "bravo ragazzo" che presto mostrerà il suo lato più torbido); al di là di come si presenta, è calcolatore fin dall’inizio, non ha sentimenti né per la moglie (che è il
mezzo con cui lui raggiunge una certa posizione) né per l’amante Nola (che è poco più di un capriccio, una
trasgressione in quella vita così noiosamente perfetta).
Si sa, le scelte comportano delle rinunce: è meglio perdere tutto (la noiosa moglie Chloe, la nuova posizione economica) per un’infatuazione? L’ex bravo ragazzo Wilton inizia quindi a
destreggiarsi tra le due donne, ma sarà Nola a rimanere incinta; per non affrontare la scelta, Chris arriva ad un gesto estremo. L’irlandese non sfida la sorte, si comporta come se tutto fosse prestabilito; e la sorte non gli va contro, anzi. Proprio come in una partita di tennis, tutto sarà affidato alla fortuna: Chris non rinuncerà al prestigio acquisito grazie al padre di Chloe e Tom, uccide prima l’anziana inquilina del piano di sotto e subito dopo Nola, ma simulando un classico furto e omicidio di un tossicodipendente. Wilton riuscirà a farla franca perché tutti gli indizi portano ad un altro assassino (che trova l’anello della signora anziana) che poco dopo colpirà nello stesso quartiere. Qui forse
l’ironia è voluta: si tratta di due donne sole, che vivono in una zona malfamata dove i drogati si fanno uccidere per strada; per di più, c’è anche un uomo di colore, che vediamo scambiare due parole con Nola in una scena, nella stessa palazzina. La polizia preferisce non fare indagini nella famiglia ricca di Chris e il caso si chiude con la soluzione più comoda.

...di quell’amor che è palpito dell’universo intero,
misterioso, altero, croce e delizia al cor... Sono molti gli aspetti che colpiscono: la citazione di
Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij, la similitudine tra la pallina da tennis che vediamo all’inizio e l’anello che viene gettato insieme alla refurtiva. Particolare anche la
colonna sonora; Woody Allen rinuncia al jazz e inserisce nel film frammenti di opere messi in ordine non casuale (spesso tratti dai 78 giri di Enrico Caruso). Un applauso alla bionda Scarlett Johansson, decisamente
molto più sexy in questo film che in Lost in Translation di Sofia Coppola. Un solo dubbio: scopriamo durante l’interrogatorio finale che Nola aveva un diario, ma non c’è mai riferimento al bambino che sta per nascere. E se Nola avesse semplicemente voluto
incastrare Chris, magari vendicandosi della famiglia di Tom? Match Point è sicuramente un film politicamente scorretto e ad alcune donne non piacerà il finale; alcuni l’hanno ritenuto troppo lento, ma forse sono abituati alle fiction televisive. Nulla è fuori posto. In attesa di vedere i film su Johnny Cash (Walk The Line) e Truman Capote - ma già si parla di una pellicola sulla vita della cantante Dusty Springfield, con la bella Charlize Theron - Match Point sarà senza dubbio uno dei migliori film di un anno che promette piuttosto bene.