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Friday, February 24, 2006 - ore 11:31
Goran Bregovic live in Venezia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
2003: Vinicio Capossela. In pullman da Perarolo con gli amici, attendendo l’arrivo di Giulita direttamente a Venezia. Bacari su bacari, Sica che manda in fdsm il Peocco, ci accorgiamo che tra di noi cresce la gramigna che, dopo essersi inventata una carriera da concertista da infante, finge per una intera sera di essere sbronza. La abbandoniamo e ci godiamo la fredda notte veneziana.
2005: In macchina, in tre per gli Ska J, raggiunti poi da altri. Tanti drink, un volume ridicolo, backstage, siamo noi a mandare Furio, sottovoce. Nottata veneziana tra le birre.
2006: Il mio compagno di viaggio è Alberto "SoundPark", uno dei "fradèi", quindi una sicurezza. Arriviamo a Marghera tra una telefonata e l’altra, mi dice
passiamo a casa di una mia amica, saliamo e.. la conosco. Prendiamo l’autobus, e siamo gli unici a fare il biglietto. Inizio Albe alla "Vecia Carbonera", il mio bacaro preferito, e tra grissini all’affettato, gamberetti in salsa Thai ed altre tartine scende il primo Teroldego. Fuori dal bacaro c’è metà piazza delle Erbe in trasferta. Piazza San Marco, ovviamente, è sempre la stessa. Ma c’è più volume, finalmente, e molta più gente. Troviamo Licia con i suoi amici, l’amica è compaesana del fratellino. Il decreto sulle olimpiadi non esiste a carnevale, e si vede. E si sente. Tra l’altro, abbiamo già seccato una boccia di rosso ed una di bianco. Le note di Ederlezi arrivano durante la pausa "ricambio idrico", quelle di Kalashnikov fanno saltare tutta la piazza, il pogo è spettacolare. Riusciamo a sbranare una pizza famiglia in Campo S. Margherita in 5 minuti, quando la chimica non è un’opinione. E, miracolo, andiamo a casa presto, provati e contenti, ricordandoci di via Durando per un altro miracolo. Senza nemmeno fermarci ad Arino.
Strano sorridere ancora, "gita" dopo "gita", per quel rumore di fondo di acqua, così diverso dal suono che rende uguale ogni città per le strade.
Strano ripassare vicino alle "Botte" ed essere sempre attirati da quel posto come da una calamita.
RUNNING UP THAT HILL - KATE BUSH
It doesn’t hurt me.
Do you want to feel how it feels?
Do you want to know, know that it doesn’t hurt me?
Do you want to hear about the deal that I’m making?
You, it’s you and me.
And if I only could,
I’d make a deal with God,
And I’d get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building.
Say, If I only could, oh...
You don’t want to hurt me,
But see how deep the bullet lies.
Unaware I’m tearing you asunder.
Ooh, there is thunder in our hearts.
Is there so much hate for the ones we love?
Tell me, we both matter, don’t we?
You, it’s you and me.
It’s you and me won’t be unhappy.
And if I only could,
I’d make a deal with God,
And I’d get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building,
Say, if I only could, oh...
You,
It’s you and me,
It’s you and me won’t be unhappy.
"C’mon, baby, c’mon darling,
Let me steal this moment from you now.
C’mon, angel, c’mon, c’mon, darling,
Let’s exchange the experience, oh..."
And if I only could,
I’d make a deal with God,
And I’d get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
With no problems.
"If I only could, I’d be running up that hill.
If I only could, I’d be running up that hill."
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