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Wednesday, December 10, 2003 - ore 13:27
Grandi magazzini
(categoria: " Riflessioni ")
Ho finalmente deciso quale sarà il mio futuro lavorativo e di realizzazione personale. Madre natura non mi ha dato molto, non sono Brad Pitt. Non posso quindi diventare un fotomodello, anche se Franco Battaglia e la sua New Faces cercano milioni di volti nuovi a cui chiedere soldi. Io la mia scelta l'ho fatta: voglio diventare un modello per i magazzini
Zanchetta. Ricordo ad ogni cambio stagione l'attesa spasmodica perchè QUEL
volantino maledetto finisse nella mia cassetta della posta, per scoprire che
la moda, quella vera,
non cambia mai. Da Zanchetta ogni anno ci sono più o meno le stesse collezioni. Cambiano gli
abbinamenti: se un anno ci sono tute da ginnastica verdi e tute grigie, l'anno successivo ci saranno tute con felpa verde e pantaloni grigi e viceversa. Prodotto principe di tali grandi magazzini è la mitica TUTINA PER BAMBINI. L'abito è elastico e, secondo le indicazioni dei commessi, estensibile e vale dai primi mesi di vita del bambino al conseguimento della sua
laurea in Giurisprudenza. Per il dottorato è necessario acquistare dei calzini supplementari. Ci sono abiti per tutta la famiglia a prezzi politici, ma la politica, si sa, è corrotta, e così sono gli abiti. Ricordo la foga da bambino nel voler comprare un "
chiodo", che all'epoca non credevo fosse una giacca da metallaro: la indossava
Jovanotti. In qualsiasi negozio di pelle costava almeno 130000 lire. Da Zanchetta costava 59000. Vera pelle, garantita. Era sì di pelle, ma di quella famosa pelle "di ghigno", o forse pelle di wurstel, o pelle di pollo di Apelle. Durò il tempo di mostrarlo all'intera famiglia e prima che finisse il nastro di "
Gimme five" mi diede il benservito. Trauma infantile da cui derivano molti dei disturbi dei quali, palesemente, soffro ora. Mi sono voluto vendicare e, in anticipo a "
The Ring", dove la madre fa in modo che il figlio si salvi duplicando la videocassetta assassina, ho distribuito io stesso quei volantini, a 15 anni, per l'onorevole cifra di 5000 lire l'ora. Da Zanchetta ogni weekend si vedono famiglie (in)felici che fanno la scorta per l'intero guardaroba. Innegabile pregio di Zanchetta sono i
prezzi. Innegabile effetto collaterale il trattamento simile a quello indiano verso i
"paria" che viene riservato a chi è vestito Zanchetta-style dai propri compagni di scuola, classe, lavoro, giochi, cazzeggio. Secondo un'indagine dell'Istat il 12% di coloro che vestono Zanchetta vengono emarginati, il 15% ha pensieri suicidi, il 16% cambia sesso ed identità e la restante parte diventa senza saperlo oggetto di studi del
CNR. Guardate voi stessi i volti nei volantini: sono di sicuro emuli delle cere di
Madame Tussaud. I modelli vengono drogati e poi vestiti mentre sono ancora in stato di incoscienza. Quando il loro testimonial più famoso si ammalò per una banale influenza, venne sostituito da
Ken di Barbie. Nessuno comunque tenti di eliminarli.
Bernardi, Oviesse, Davanzo e Melablu sono in agguato.
LA CRISI - BLUVERTIGO
Sto vivendo una crisi
E una crisi c'è sempre
ogni volta che qualcosa non va
Sto vivendo una crisi
E una crisi è nell'aria
ogni volta che mi sento solo.
So che rimarrò distratto per un po'
Quindi rimarrò altrettanto distante.
Quando inizia una crisi
è un po'tutto concesso
Quasi come a carnevale
Quando è in corso una crisi
dimentico tutto
E posso farmi perdonare
So che rimarrò un po'assente da scuola
Forse non andrei nemmeno al lavoro.
Quando arriva una crisi
riaffiorano alcuni ricordi
Che credevo persi
Cosa penso di me, cosa voglio da te
Dove sono cosa sono e perchè
Ho il sospetto che non sia un buon esempio
Camminare a un metro e mezzo da terra.
Molto spesso una crisi è tutt'altro che folle
E' un eccesso di lucidità
Sta finendo la crisi
e ogni volta che passa una crisi
Resta qualche traccia
Infatti ultimamente rido per niente
E non mi nascondo piu' facilmente
E malgrado sembri male
Cambia solo il modo di giudicare
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