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Sunday, February 26, 2006 - ore 10:44 Roger McGuinn Parte 1° Già avevo parlato dei Byrds e Roger McGuinn nel blog del 21 ottobre 2005 Link e dopo George Harrison il secondo chitarrista preso in considerazione più dettagliatamente è proprio il leader dei Byrds, uno dei miei preferiti in assoluto. Storia e tecnica. Il nome “McGuinn” (Jim, in arte Roger) è più di tutti associato alla Rickenbacker 12 corde che ha determinato il “Jingle Jangle” sound dei Byrds. Se George Harrison è stato il primo chitarrista ad usare la Rickenbacker 12 corde, Roger McGuinn l’ha fatta sua più di ogni altro al mondo. Con questo innovativo strumento, Roger scoprì la chiave giusta per arrangiare le canzoni di Bob Dylan alla maniera dei Beatles. Roger e George con la mitica Rickenbacker. Egli però ha saputo fare molto di più e cioè, applicare la difficile tecnica del banjo a questa chitarra ovvero, se George Harrison suonava la 12 corde come una normale 6, McGuinn usava e usa tutt’ora i “fingerpicks” (plettri per dito) arpeggiando la chitarra come fosse un banjo. Già la cosa risulta difficile da fare in un banjo a 4 corde, figuriamoci su una chitarra che ne ha 12 ! Ma vediamo questi particolari accessori: i “fingerpicks” (vedi foto) comunemente detti “plettri per dito” o “unghiette”, non sono altro che dei particolari dispositivi che non fanno altro che sostituire le unghie vere e proprie e sono indicati per tecnica dell’arpeggio . Ne esistono di vari materiali che possono essere di osso, di plastica o di acciaio. Quest’ultimi sono quelli più usati da Roger. Egli li usava nel modo che si vede in foto e cioè, due infilate rispettivamente nel medio e nell’anulare servivano per arpeggiare le corde più acute, mentre tra il pollice e l’indice egli stringeva un plettro per battere le note più gravi. Questa tecnica applicata alla chitarra 12 corde risulta assai difficile e i risultati ottenuti le prime volte dal sottoscritto furono assai disastrosi per il continuo incepparsi dei “fingerpicks” tra le corde o tra loro stessi. Come in tutte le cose, però, un continuo e costante esercizio dà l’opportunità di ottenere dei buoni risultati come ho potuto constatare personalmente e vi assicuro che l’effetto è assai affascinante. Oltre al banjo, Roger sperimentava questa tecnica già con la chitarra acustica 12 corde quando con David Crosby e Gene Clark andavano in giro per i locali di Los Angeles a suonare musica folk con il nome di “The Minstrel”. Tra il loro repertorio folk però, c’erano anche molte canzoni dei Beatles dei quali erano assoluti fautori. ![]() I Byrds. Roger McGuinn è stato assieme a Gene Clark e David Crosby il fondatore dei Byrds. Egli ne era il leader indiscusso poiché ne era il proprietario assoluto del sound, degli arrangiamenti e quindi si può dire che lui li ha fondati, lui li ha identificati, idoleggiati e lui li ha distrutti. Tutte le “opere” dei vari Clark , Crosby o Hillmann, venivano sistematicamente arrangiate e prodotte da Roger e dalla sua Rickenbacker 12 corde. Anche le canzoni di Dylan subirono lo stesso trattamento, e nessuno mi toglierà dalla testa che, senza il “megafono” Byrds, molte delle sue canzoni resterebbero ancora oggi nel più profondo anonimato. Una su tutte, Mr Tambourine Man, l’hit d’esordio del gruppo che finì spedito primo in classifica cosa che Dylan non riuscì mai a fare con un singolo almeno fino al 1971. Il pezzo è il prototipo del Jingle Jangle chitarristico che resterà per lungo tempo il marchio di fabbrica del gruppo. Peccato che a suonarlo nel singolo fu solo lui e per volere della CBS, gli altri strumenti furono suonati da validi session men: Leon Russel alle tastiere, Jerry Cole alla chitarra ritmica, Larry Knechtel al basso, Hal Blane alla batteria. David Crosby si limitò a cantare la linea melodica assieme a McGuinn,e Gene Clark fu relegato al tamburello. Gli altri due Byrds vale a dire Michael Clark e il bassista Chriss Hillmann rimasero sconsolatamente a guardare. Nel 1966 dopo il trionfo del secondo album “Turn! Turn! Turn!”emergono i primi screzi con Gene Clark, autore della maggior parte dei pezzi originali, cosa che McGuinn non sapeva fare. L’anno dopo, l’inevitabile defezione da parte di Crosby segnò la fine di questo gruppo. Solo il deleterio eccesso di narcisismo di McGuinn lo indusse a continuare l’avventura con il nome Byrds, con continui avvicendamenti di seppur validi strumentisti, con risultati pressoché disastrosi sebbene nel gruppo sia passata gente come Gram Parson e Clarence White. Fine 1° parte LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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