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Sunday, February 26, 2006 - ore 17:52
Il Milan mantiene le distanze
(categoria: " Vita Quotidiana ")
PALERMO, 26 febbraio 2006 - Il Milan di Kalac, Vogel, Costacurta e Inzaghi espugna anche Palermo con un perentorio 2-0 che coincide con il pensiero di Carlo Ancelotti: vincere per sperare. Con lottavo gol in campionato di Inzaghi, quintessenza del cinismo, con una difesa quasi perfetta che fa muro davanti a Kalac, al suo (positivo) debutto in campionato.
Monaco lascia ferite evidenti. Soprattutto in porta, dove Kalac sostituisce Dida. La domanda che si pone tutto il Milan è scontata: reggerà laustraliano al furore del Palermo che in coppa Italia gli rifilò tre gol? Carlo Ancelotti confida nel lungagnone guardiano dei pali, ma per rendergli più sicura lesistenza gli mette davanti lesperienza di Costacurta, con Stam spostato alla destra della difesa. Una novità anche a centrocampo, perché sulla sinistra, al posto di Seedorf, gioca Vogel, mentre in attacco Inzaghi affianca Shevchenko. Il Palermo ritrova, rispetto allimpegno di coppa Uefa, Corini e Di Michele, e schiera Caracciolo dal primo minuto. Altro dire, insomma. Elementi essenziali che fanno del Palermo squadra insidiosa, soprattutto quando dilaga sulle fasce, sfruttando le piccole incertezze della difesa rossonera. Equilibrio costante, con occasioni per tutti. Ma è il Palermo, almeno negli intenti, a fare più gioco, anche se il Milan in contropiede è sempre pericoloso.
Il protagonista è Stam, luomo più in palla della squadra. Lolandese quando si spinge in avanti è un tir inarrestabile. Suoi i cross più importanti, sua una delle occasioni più nitide del Milan, con la prodezza di Andujar già impegnato da Inzaghi. Il Palermo replica a folate, ma quando lo fa mette a dura prova la difesa del Milan che deve fare i conti anche con lemozione di Kalac. Ma laustraliano si fa perdonare tutto con la decisiva deviazione oltre la traversa sul tiro a colpo sicuro di Di Michele. Occasione che pareggia quella capitata a Shevchenko, anticipato magnificamente da Zaccardo.
Ma è un Milan troppo legato, che non riesce a trovare spazi, davanti allintensità del Palermo. Kakà offre momenti di puro spettaccolo, ma senza un aiuto valido. Pirlo è lombra di se stesso: impreciso, in ritardo e falloso; incomprensibile latteggiamento di Ancelotti che non si decide a sostituirlo. Mosse che invece Papadopulo effettua senza esitare, togliendo Corini e Di Michele per Tedesco e Santana, senza modificare lassetto tattico. Il tema è scontato: il Palermo cerca la nuova impresa, ma, con le squadre allungate, rischia le ripartenze del Milan che vive sulle illuminazioni di Kakà e loscuro lavoro di Gattuso e Vogel. Ed è proprio dallo svizzero che parte lassist per Inzaghi, bravo a infilare di testa nellangolo alto, confermando un cinismo di razza. E quindi lesperienza ad allungare il gap fra le due squadre, perché al cuore del Palermo, il Milan oppone classe e furbizia. Dopo luscita di Pirlo per Jankulovski, Shevchenko guadagna e trasforma un rigore che chiude la partita, anche se al 40 Stam si fa espellere per doppia ammonizione. Milan a 60 punti, tanti quanti i gol in campionato. Juventus sempre a più 10, ma conviene non mollare.
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