STO LEGGENDO
Magda Szabò
HO VISTO



ho rivisto:
prove di uccellomania;
una Lubitel;
lune nei pozzi e giocolieri infuocanti;
brigatiste e gente del nord est;
acciotolati mantovani;
dalle fessure di una maschera;
Schio affacciata dal teatro;
galeoni, cavalli e baci;
trampoli fuochi e colline;
olio e brillantini;
lettere di carta;
...
STO ASCOLTANDO
sufjan stevens
Antony and the Johnsons
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
le mie scarpe di cuoio
ORA VORREI TANTO...
liberarmi di me x un po’
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
fritto misto
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) non riuscire + a trovare persone capaci di essere dolcemente sincere..
2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
4) Andare a letto la sera (da solo) svegliarsi la mattina , andare a lavorare , e poi rifare sempre le stesse cose.E se tichiedono come va , rispondi :"BENE"!!!!!!
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) il gelato!!!
3) fare quello che vuoi senza che qualcuno o qualcosa te lo impedisca
4) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
5) ridere fino a stare male
6) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
7) Sapere di poter dormire la mattina dopo....
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Sunday, February 26, 2006 - ore 23:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sento come quelle volte quand’ero piccola. Immersa in una vasca bianca di acqua caldissima. Si sta riempiendo e il rubinetto scroscia di un rumore forte e quando la schiuma tocca quasi l’orlo… ssssht. La mamma chiude l’acqua e mi lascia lì a godermi quel silenzio così forte, quel calore e quella schiuma. Mentre cresceva ero lì, mento sulle braccia, appoggiata in ginocchio al bordo della vasca. Guardavo quelle piccole bolle formarsi veloci una accanto alle altre, una sopra le altre, come un alveare, ma bianco e morbido, luccicante, pannoso, scoppiettante. Era come zucchero filato, neve, nuvole. Qualcosa su cui vuoi lasciare la tua impronta per spezzare quella perfezione così geometrica e regolare. Mi ci infilavo mettendo prima le gambe sotto, facendo attenzione a non romperla, per poterci giocare poi: da sotto col dorso della mano la sollevavo, sentivo la sensazione col braccio, mi costruivo delle squame sulla pelle, delle creste in testa, facevo labirinti col dito.
Poi mi rannicchiavo tutta e mi lasciavo scivolare dentro quel liquido caldo e avvolgente, capace di annullare ogni rumore esterno e con gli occhi chiusi spariva anche qualsiasi luce. Se non avessi dovuto respirare, sarei rimasta lì sotto a dormire almeno un’ora.
E poi l’acqua diventava tiepida, la schiuma si sgonfiava, mi guardavo le mani e i polpastrelli avevano le grinze che sembravano solchi nella pelle.
E ora mi sento proprio come in quel momento: quando sai che sta per arrivare la mamma a togliere quel tappo, e senti già dei brividi di freddo alla sensazione dell’acqua che scende e scopre lentamente il tuo corpo togliendo anche quell’ultima sensazione di calore.
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