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Monday, February 27, 2006 - ore 14:28
posto una recensione... di un album che si presuppone fantastico!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ovviamente del buon Prog anche se rock progressive!
Spocks Beard
"SnoW"
Per ogni gruppo e per ogni artista che si rispetti, il concept album è la vera prova del nove. E lesame da superare per entrare nella storia del rock. E loccasione per lasciare un segno indelebile tra gli estimatori della buona musica. Per questo motivo gli sforzi per comporlo e per registrarlo sono quasi sempre più intensi del solito e per questo motivo il concept album rappresenta spesso il punto più alto della carriera di una band. Gli Spocks Beard, forti del buon successo di critica e di pubblico ottenuto dal precedente "V", hanno deciso che era giunto anche per loro il momento del grande passo. Ecco quindi "Snow", monumentale suite frutto di diciotto mesi di duro lavoro. Si tratta di unopera rock suddivisa in ventisei momenti (distribuiti in due dischi) per quasi due ore di musica, che narra la storia di un ragazzo albino (soprannominato "Snow", appunto) dotato di poteri soprannaturali e miracolosi che saprà mettere al servizio del prossimo. Ad accompagnare i diversi episodi attraverso i quali si snoda la vicenda del protagonista (fatta di amori, amicizie, sofferenze e quantaltro) ci pensa leterogeneità dei temi musicali, che riesce a descrivere nel migliore dei modi emozioni e sentimenti diverse. Passando dalla magniloquenza di sinfonie barocche ad alto tasso tecnico (come lincipit "Made Alive/Overture"), per il Pomp AOR più lineare ("Im Sick"), per il Prog Heavy Metal più reboante ("2nd Overture"), fino ai galoppi di Hard Rock settantiano ("Devil´s Got My Throat", con uno splendido hammond lordiano), il disco le sperimenta (quasi) tutte. Quando si imbastiscono vicende emozionali allinterno della vicenda narrata, lopera vira (a volte anche bruscamente) verso la melodia più pura, riuscendo a diffondere al meglio il sentimento: ballate pianistiche ("Reflection"/"Carie", "I Will Go"), brani a presa immediata ("Stranger In A Strange Land"), cantilene strappalacrime ("Love Beyond Words") contribuiscono a rendere lopera multiforme e variegata, e a dare la giusta enfasi e il giusto accento alle diverse vicissitudini del protagonista. Con simili caratteristiche "Snow" è inevitabilmente il disco della maturità per gli Spocks Beard; un disco nel quale finalmente si coniugano alla perfezione le molteplici influenze della band, che vanno a sfiorare in qualche occasione anche la musica classica da una parte e la fusion dallaltra, confluendo in un lavoro imponente che non smette di stupire e che si inalbera su soluzioni articolare, ma fluide, intricate, ma limpide. Lascesa della band di Los Angeles sembra ormai inarrestabile e dopo aver trascorso anni nellunderground all ombra dei grandi nomi è arrivato finalmente il momento di raccogliere i meritati frutti.
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