BLOG MENU:



sevan, 26 anni
spritzino di padova
CHE FACCIO? subliminalita'
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


  • Animanera


  • Thezuma

  • bender

  • Saggiosayo

  • JULES

  • ika80

  • Brividoom

  • Evissa

  • CESCA-80

  • sell

  • kaffeina

  • RAC

  • Habit79

  • insidia

  • EOSTO81

  • alnao

  • nv

  • Cinziola

  • clarice

  • kr8

  • OcchiBlueM

  • SweetWine

  • Ryoko9000

  • Noel

  • Scheggia

  • geej

  • Rello

  • Bagus79

  • glendida

  • OrchiDea77

  • Petra

  • Danyasroma

  • Zampy

  • Chiaramad

  • Leela

  • Dharma

  • Tosta

  • Norin

  • Madcil

  • dinasan

  • Mystery

  • b.lisa.82

  • shamee

  • janee

  • marilesa

  • GWEN

  • LUNA8

  • siriasun

  • GINO PONGO

  • sabry8

  • Cheryl83

  • Vesania

  • doggma

  • okki verdi

  • Akroma

  • mortiis

  • darrell

  • raziel





  • BOOKMARKS


    Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

    UTENTI ONLINE:




    (questo BLOG è stato visitato 19011 volte)
    ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
    [ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



    Monday, February 27, 2006 - ore 14:28


    posto una recensione... di un album che si presuppone fantastico!
    (categoria: " Vita Quotidiana ")


    ovviamente del buon Prog anche se rock progressive!

    Spock’s Beard
    "SnoW"




    Per ogni gruppo e per ogni artista che si rispetti, il concept album è la vera prova del nove. E’ l’esame da superare per entrare nella storia del rock. E’ l’occasione per lasciare un segno indelebile tra gli estimatori della buona musica. Per questo motivo gli sforzi per comporlo e per registrarlo sono quasi sempre più intensi del solito e per questo motivo il concept album rappresenta spesso il punto più alto della carriera di una band. Gli Spock’s Beard, forti del buon successo di critica e di pubblico ottenuto dal precedente "V", hanno deciso che era giunto anche per loro il momento del grande passo. Ecco quindi "Snow", monumentale suite frutto di diciotto mesi di duro lavoro. Si tratta di un’opera rock suddivisa in ventisei momenti (distribuiti in due dischi) per quasi due ore di musica, che narra la storia di un ragazzo albino (soprannominato "Snow", appunto) dotato di poteri soprannaturali e miracolosi che saprà mettere al servizio del prossimo. Ad accompagnare i diversi episodi attraverso i quali si snoda la vicenda del protagonista (fatta di amori, amicizie, sofferenze e quant’altro) ci pensa l’eterogeneità dei temi musicali, che riesce a descrivere nel migliore dei modi emozioni e sentimenti diverse. Passando dalla magniloquenza di sinfonie barocche ad alto tasso tecnico (come l’incipit "Made Alive/Overture"), per il Pomp AOR più lineare ("I’m Sick"), per il Prog Heavy Metal più reboante ("2nd Overture"), fino ai galoppi di Hard Rock settantiano ("Devil´s Got My Throat", con uno splendido hammond lordiano), il disco le sperimenta (quasi) tutte. Quando si imbastiscono vicende emozionali all’interno della vicenda narrata, l’opera vira (a volte anche bruscamente) verso la melodia più pura, riuscendo a diffondere al meglio il sentimento: ballate pianistiche ("Reflection"/"Carie", "I Will Go"), brani a presa immediata ("Stranger In A Strange Land"), cantilene strappalacrime ("Love Beyond Words") contribuiscono a rendere l’opera multiforme e variegata, e a dare la giusta enfasi e il giusto accento alle diverse vicissitudini del protagonista. Con simili caratteristiche "Snow" è inevitabilmente il disco della maturità per gli Spock’s Beard; un disco nel quale finalmente si coniugano alla perfezione le molteplici influenze della band, che vanno a sfiorare in qualche occasione anche la musica classica da una parte e la fusion dall’altra, confluendo in un lavoro imponente che non smette di stupire e che si inalbera su soluzioni articolare, ma fluide, intricate, ma limpide. L’ascesa della band di Los Angeles sembra ormai inarrestabile e dopo aver trascorso anni nell’underground all’ ombra dei grandi nomi è arrivato finalmente il momento di raccogliere i meritati frutti.


    PERMALINK



    APRILE 2026
    <--Prec.     Succ.-->
    Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
          1 2 3 4
    5 6 7 8 9 10 11
    12 13 14 15 16 17 18
    19 20 21 22 23 24 25
    26 27 28 29 30