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Monday, February 27, 2006 - ore 16:08



(categoria: " Riflessioni ")


com’è che non riesci più a volare?


questo post è un po’ particolare, diverso dal mio solito sti8le. oddio, c’è, tanto per cambiare, il testo di una canzone, ma questa volta non lo metto solo perché mi piace. lo inserisco perché è quello che vorrei dire ad una persona, ad un genitore di una lupetta col quale qualche tempo fa ho litigato, o meglio, dal qual sono stato insultato. lui, con i suoi valori ipocritamente forti, con i suoi quarant’anni che sono sinonimo di saggezza, contro i miei venti che vogliono dire scriteriatezza e insulsaggine. non so, ma dopo quella telefonata, non voglio crescere... te la dedico, genitore dei miei stivali, e chissà che tu capisca...


con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva
con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva
con la radio che ronzava
per il mondo cose strane
e il respiro del tuo cane che dormiva.

coi tuoi santi sempre pronti a benedire i tuoi sforzi per il pane
con il tuo bambino biondo a cui hai dato una pistola per Natale
che sembra vera,
con il letto in cui tua moglie
non ti ha mai saputo dare
e gli occhiali che tra un po’ dovrai cambiare.

com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare

con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
la tua coda di ricambio
le tue nuvole in affitto
le tue rondini di guardia sopra il tetto.

con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza
col permesso di trasmettere
e il divieto di parlare
e ogni giorno un altro giorno da contare.

com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare

con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali
e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali
con il tuo collezionismo
di parole complicate
la tua ultima canzone per l’estate.

con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali
con l’idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori
col tuo freddo di montagna
e il divieto di sudare
e più niente per poterti vergognare.

com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare


ho sempre pensato che il mestiere di padre fosse difficile, ma ho anche sempre pensato che il mestiere di padre fosse quello di aiutare i figli, cercare di renderli felici, senza distruggere la loro personalità e anteponendo i loro bisogni e le loro esigenze ai propri desideri. ho sempre pesnato che un genitore non deve fare vivere al figlio la vita che decide lui, ma vegliare perché il figlio possa prenedre la propria in completa autonomia e consapevolezza... ho sempre pensato, forse è questo il problema.


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