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Wednesday, March 01, 2006 - ore 09:23
Encefalogramma piatto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Guardare Sanremo con la Gialappa’s in sottofondo è, ormai, una tradizione decennale. Certo, sono un po’ stanchi anche loro, la verve non è più quella dei giorni migliori e non ricordo una grassa risata che sia una nella serata di ieri, ma nonostante questo l’appuntamento resta imperdibile.
Purtroppo, però, in mezzo c’è anche un festival. Premetto che non amo le stroncature per partito preso e che prima di giudicare regalo sempre il beneficio del dubbio, ma se questa è la musica italiana nel 2006 la situazione è davvero tragica. Niente che non abbiate già sentito dire altre 500.000 volte, certo, ma la mia osservazione riguarda più la categoria giovani che il resto, ormai abbondantemente compromesso. Se l’unica esibizione a suscitare un briciolo d’interesse è quella di una mediocre coverband dei Radiohead, i Deasonika, oltretutto segati al primo colpo, è facile intuire come il futuro non sembri esattamente roseo.
Sono il primo a sapere che ciò che si vede in superficie non è che la punta dell’iceberg, ma sono anche conscio delle difficoltà che incontrano i gruppi emergenti nel ritagliarsi il proprio spazio in questo angoscioso panorama. Il problema principale è che, ormai, i gusti della gente sono stati plagiati e corrosi da anni e anni di merda dipinta di giallo e fatta passare per oro, e qual è il risultato? La giuria, composta da gente sotto i 36 anni, fa passare il turno alle due inutili sciacquette proto-pausiniane e a Simone Cristicchi, che qualcosa di interessante nei mesi scorsi lo aveva fatto sentire ma che, a conti fatti, altro non è che un Max Gazzè in saldo.
Eppure, in questo scenario, non c’è stato niente di VERAMENTE brutto. E forse è proprio questo il problema. Forse c’è talmente poca voglia di rischiare che il risultato è sempre lo stesso, da anni a questa parte. Canzoncine fotocopia e cloni di cantanti famosi: la musica italiana
di superficie (ci tengo a sottolineare) non è morta, ma neanche viva. E’ semplicemente in stato vegetativo.
Voglio un Sanremo coi Baustelle, i C|O|D, i Verdena, Tricarico, gli Artemoltobuffa, i Club 11, i Pornopilots e i Jennifer Gentle che fanno una suite psych-pop di 20 minuti. Poi ne riparliamo.
We are scientists - This scene is dead (2005)This scene is dead, but I’m still restless
An hour or so until last call, I guess
I shouldn’t even be here, much less
Drinking myself into excess
I’m not going home till I’m done
Well come on, we can’t go on
Well come on, we can’t go on
Well come on, you can’t go home
The night is young
I’m blacking out
But it’s been
Fun
Well everything’s another excuse
To keep from doing what I want too
Like I would really love to kiss you
But I guess I’m in no condition
I’m not going home with no-one
Well come on, we can’t go on
Well come on, you can’t go on
Well come on, you can’t go home
The night is young
I’m blacking out
But it’s been
Fun
Well I said that’s it I’m not going home with no-one
Not going home with no-one
Not going home with no-one
Well come on, we can’t go on
Well come on, we can’t go on
Well come on, you can’t go home
The night is young
I’m blacking out
But it’s been fun
You can’t go home
The night is young
I’m blacking out
But it’s been fun
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